Avevano promesso alberi, aria pulita e riqualificazione ambientale. Avevano parlato di un “intervento di imboschimento” in grado di creare continuità con la pineta esistente, di migliorare l’impatto visivo dell’area e di offrire ossigeno in più alla comunità. Oggi, di quel progetto, non resta nulla. Nessun albero è sopravvissuto, nessuna cura è seguita alla posa. Le 400 piante messe a dimora sono sparite. E con loro, la narrazione “verde” con cui si è voluto dare una patina ecologica alla presenza della SNAM nel territorio.
Un paradosso perfetto: un bosco che non c’è per una centrale che ci sarà. Una piantumazione fallita, come fallita è la promessa di un “polmone verde” per compensare l’impatto ambientale di una centrale a biometano.
Mentre cresce il bosco della resistenza popolare, quello vero, fatto di cittadini, comitati, presidi, informazione e partecipazione, quello della propaganda evapora, lasciando solo qualche ceppaia secca e un prato abbandonato.

