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BASTA IMPIANTI
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AGRO CALENO – La comunità varca la soglia del disastro: il corteo del movimento Basta Impianti si spinge nella discarica più grande d’Europa

2 mesi fa
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Ieri è successo qualcosa di importante. I cittadini si sono riappropriati simbolicamente dell’area della discarica Ex Pozzi, un luogo che per anni è

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stato una sorta di porto franco, chiuso e sottratto alla collettività e al pieno controllo dello Stato.
L’ingresso di una delle strade di accesso era stato

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addirittura bloccato con delle catene, messe da un personaggio convinto di essere il custode e il padrone dell’intera area.
Quando quelle catene sono state rimosse, la gente è entrata.
E lì è stato evidente a tutti: non stavano violando nulla. Il cancello di ingresso è divelto, rendendo di fatto la zona priva di ostacoli all’accesso.

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Per la prima volta un gruppo di persone ha organizzato una manifestazione popolare proprio in quel luogo, un’area di cui si parla da decenni. I giornalisti – fin dal 2015 e anche prima – hanno denunciato la devastazione ambientale

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che va avanti da vent’anni e che nessuno ha mai davvero fermato.
Ieri, però, qualcosa è cambiato. Le comunità hanno attraversato quei luoghi, riconquistando simbolicamente quelle aree e restando lì fino al tramonto.

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Con il calare della luce, il paesaggio si è fatto sospeso, lunare, spettrale. La presenza di quei corpi vivi, commossi e arrabbiati ha creato un senso di assoluto straniamento in un paesaggio ostile e respingente.

Il corteo ha bloccato la SS7 per un tratto significativo. Una scelta forte, che ha acceso i riflettori anche su altri impianti del territorio, realtà che hanno un impatto ambientale tutt’altro che marginale.
È l’ulteriore tappa di un percorso che va avanti da tempo: il cammino di una comunità che scende in strada per difendere il proprio territorio. E ogni volta viene accusata di non rappresentare nessuno.

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Ma la domanda è un’altra: chi ha avuto la legittimazione del voto in tutti questi anni? Quali interessi ha davvero rappresentato? Quelli dei cittadini, i propri o altri interessi?
Domanda scomoda, tutt’altro che retorica. Perché chi oggi accusa queste persone di non essere rappresentative dovrebbe prima spiegare come ha usato il proprio mandato elettorale.

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