
Negli ultimi giorni sono circolate informazioni inesatte riguardo al ruolo e alle funzioni della Casa di Comunità. Ma da parte mia è doveroso fornire un chiarimento a tutela dei cittadini e degli operatori sanitari. Le Case di Comunità, in tutto circa 1.300 nel 2026 finanziate con i fondi del PNRR, sono strutture territoriali del Servizio Sanitario Nazionale finalizzate a rafforzare l’assistenza di prossimità e a garantire la presa in carico dei pazienti, in particolare di quelli fragili e cronici. È necessario ribadire con chiarezza che la Casa di Comunità non è né un primo né un pronto soccorso e non può essere utilizzata come struttura per la gestione delle emergenze sanitarie. In presenza di condizioni acute o potenzialmente gravi è indispensabile rivolgersi ai servizi di emergenza-urgenza (118) o al Pronto Soccorso, come quello di Sessa Aurunca. All’ interno delle CdC opereranno medici di medicina generale, infermieri e altri professionisti sanitari, offrendo servizi di assistenza territoriale e percorsi di cura, attività infermieristiche, prevenzione, orientamento e integrazione con i servizi specialistici e socio-assistenziali del territorio. Comunque a d oggi sono attive già il 40 % delle Case ma solo il 3 % garantisce i servizi con medici e infermieri secondo gli standard. In quasi 200 strutture non c’è copertura sanitaria di base. Probabilmente si procederà a trasferire la specialistica ambulatoriale dislocandola, mentre i medici di base già non riescono ad affrontare la straordinaria carenza. Il rischio è che le Case della Comunità e le altre infrastrutture territoriali di prossimità rimangano a lungo contenitori vuoti. Diffondere informazioni non corrette su temi così delicati rischia di generare aspettative improprie e comportamenti potenzialmente pericolosi per la salute dei cittadini. Per questo motivo è fondamentale che la comunicazione in ambito sanitario sia sempre improntata a correttezza, responsabilità e rispetto delle reali funzioni delle strutture del Servizio Sanitario. La salute dei cittadini e il funzionamento del sistema sanitario non possono e non devono diventare strumenti di propaganda o di contrapposizione politica, come ribadito dal presidente Roberto Fico Informare in modo serio e trasparente è un dovere nei confronti della comunità.



