
Dopo settant’anni di presenza nella città di Mondragone, i Passionisti hanno ufficialmente lasciato il convento e la parrocchia intitolata a San Giuseppe Artigiano, nella diocesi di Sessa Aurunca. La conclusione di questa lunga esperienza pastorale è stata sancita con una solenne concelebrazione eucaristica. La celebrazione, svoltasi nella chiesa conventuale e parrocchiale, è stata presieduta dal superiore provinciale dei Passionisti, padre Daniele Pierangioli, insieme al vescovo delle diocesi di Sessa Aurunca, Teano-Calvi e Alife-Caiazzo, mons. Giacomo Cirulli. Alla celebrazione era presente anche padre Antonio Rungi, già superiore provinciale dei Passionisti e considerato una memoria storica del convento. Padre Rungi ha vissuto per circa trent’anni nella comunità passionista di Mondragone, ricoprendo diversi incarichi e svolgendo un intenso servizio pastorale a favore della Chiesa locale. Nel corso dei decenni i Passionisti hanno avuto un ruolo significativo nella vita ecclesiale e sociale del territorio. In particolare, durante l’episcopato di mons. Raffaele Nogaro, con la costruzione della chiesa e la nascita della parrocchia di San Giustino a Le Vagnole, i religiosi passionisti assunsero anche la guida pastorale di quella comunità. Un passaggio importante si era già verificato nel novembre 2025, quando la parrocchia di San Giuseppe Artigiano è stata affidata direttamente alla diocesi con la nomina del nuovo parroco, don Luciano Marotta. Nel corso dei settant’anni di presenza a Mondragone, i Passionisti hanno collaborato con diversi vescovi che si sono succeduti alla guida della diocesi: Vittorio Maria Costantini, Raffaele Nogaro, Agostino Superbo, Antonio Napoletano, Orazio Francesco Piazza e l’attuale vescovo Giacomo Cirulli. Con la loro partenza si chiude una pagina importante della storia religiosa di Mondragone. La comunità conserva il ricordo del lungo servizio pastorale svolto dai religiosi passionisti, che per oltre mezzo secolo hanno accompagnato la vita spirituale di generazioni di fedeli.



