
Mondragone – Con una nota ufficiale datata 17 marzo 2026, Rachele Miraglia ha rassegnato le dimissioni irrevocabili dall’incarico di coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia. Una scelta definita “sofferta”, maturata dopo una riflessione politica legata alla linea del partito a livello locale.
Nel comunicato, Miraglia spiega le ragioni della decisione. “Ho sempre creduto in un partito che facesse della legalità, della trasparenza e della coerenza i propri pilastri fondanti”, scrive, aggiungendo che oggi quella linea non rispecchia più i valori in cui ha investito anni di impegno.
Al centro della rottura c’è una vicenda amministrativa considerata grave. Miraglia punta il dito contro la mancata costituzione in giudizio del sindaco Francesco Lavanga nel cosiddetto processo Bonuglia. “Si tratta di un atto dovuto verso l’istituzione e verso i cittadini, la cui assenza rappresenta un segnale di debolezza inaccettabile”, afferma.
Critiche anche per il comportamento interno al partito. L’ex coordinatrice denuncia il silenzio del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che non ha preso posizione sulla vicenda. “Un silenzio che non posso e non voglio avallare”, scrive, parlando di un contrasto con i valori di giustizia e opposizione.
Nel passaggio finale, Miraglia rivendica la scelta come atto di coerenza. “La lealtà verso un simbolo non può trasformarsi in complicità con il silenzio”. Ringrazia iscritti e simpatizzanti e annuncia che continuerà l’impegno politico sul territorio.
La decisione apre ora un vuoto nella struttura cittadina del partito e riaccende il dibattito politico locale sul caso giudiziario citato nella nota.


