
Clima sempre più teso nello stabilimento di Cassino del gruppo Stellantis, i sindacati hanno proclamato uno sciopero unitario. Alla base della mobilitazione c’è un episodio che ha acceso il confronto tra lavoratori, aziende dell’indotto e organizzazioni sindacali. Secondo quanto denunciato dalla Fiom, alcuni dipendenti di aziende esterne che operano all’interno del sito produttivo non sono stati ammessi a partecipare alle assemblee sindacali in corso. In particolare, sarebbero stati respinti ai cancelli gli addetti delle società Trasnova, Logitech e Teknoservice, impedendo loro di prendere parte agli incontri con i lavoratori Stellantis. L’episodio ha provocato una reazione immediata da parte delle organizzazioni sindacali, che hanno proclamato uno sciopero interno di solidarietà con i lavoratori dell’indotto. La mobilitazione punta a denunciare quella che viene considerata un’esclusione ingiustificata, soprattutto in una fase delicata per il futuro dello stabilimento. Le assemblee in corso nello stabilimento di Cassino sono dedicate a discutere la situazione industriale e occupazionale del polo laziale. Al centro del confronto ci sono le prospettive produttive e le garanzie per i livelli occupazionali, temi che stanno alimentando crescente preoccupazione tra i lavoratori. La mobilitazione rientra in un percorso più ampio che culminerà nella manifestazione prevista per il 20 marzo a Cassino. In quella occasione, sindacati e lavoratori scenderanno in piazza per chiedere certezze sul rilancio del polo automobilistico e sulla tutela dell’occupazione, in un contesto segnato da forti incertezze sul futuro del settore.



