Rimbalza silenziosa tra le case, nei bar, tra le persone più fragili di questo territorio una domanda che in questi giorni non trova risposta: “com’è possibile che un’amministrazione che governa una comunità con bisogni così evidenti abbia rinunciato a quasi un milione di euro di fondi europei destinati proprio a loro?” Non si parla di numeri freddi o di cifre astratte, ma di vite. Di anziani soli che attendevano un aiuto, di famiglie con disabili che speravano in un sostegno, di servizi domiciliari che avrebbero potuto alleviare un po’ di fatica quotidiana. E invece il Comune di Sessa Aurunca ha detto no, lasciando evaporare una risorsa preziosa.
Prima erano arrivati gli anticipi, 71.500 euro a maggio 2023 e altri 21.150 a novembre dello stesso anno, poi lasciati dormire per due anni nelle casse comunali fino alla rinuncia formale del settembre 2025, motivata con “difficoltà tecniche e amministrative”. Parole che non spiegano, ma ammettono un fallimento. Parlare di difficoltà tecniche dopo due anni di immobilismo è perlomeno singolare. Di chi sono, allora, queste difficoltà? Di chi non ha saputo costruire un progetto? Di chi non ha avuto la volontà di cercare competenze? O di chi ha preferito non muoversi per non disturbare nessuno?
La riflessione si fa anche politica. L’assessore ai Servizi sociali Carla Patrone non era lì fin dall’inizio, è arrivata a sostituire l’ex assessore Sabrina Izzo, la cui testa era stata chiesta con forza dal gruppo politico diFrancesco Gagliardo e Alessandra Di Pasquale, accusandola di muoversi troppo in autonomia. Ma almeno, quell’autonomia produceva risultati, era proprio sotto la gestione Izzo che questi fondi erano stati intercettati e preparati per essere utilizzati. La domanda allora è inevitabile: “meglio un’assessora autonoma che lavora e porta a casa progetti, o un’assessora che risponde direttamente a chi l’ha voluta lì, ma che lascia sfumare quasi un milione di euro?”. I servizi sociali non sono una passerella politica. Sono la frontiera più delicata di una comunità, quella che riguarda chi non ha voce, chi non può difendersi, chi chiede solo di essere ascoltato. Perdere 922mila euro destinati a chi vive al margine non è solo una svista amministrativa, è una ferita sociale. E allora la domanda va posta direttamente al sindaco Lorenzo Di Iorio, che quella sostituzione la visse con tutto il peso che comporta una scelta simile: “non sarebbe forse il momento di affidarsi a un assessore più capace di reclutare fondi che di restituirli?” Un settore così vitale per la comunità, che tocca ogni giorno le vite dei più vulnerabili, merita chi sappia trasformare le opportunità in servizi concreti, non chi le lasci scivolare via tra scartoffie e rimandi. Sessa Aurunca ha bisogno di chi combatte per portare risorse a casa, non di chi firma quietanze di restituzione.
Prima di salutarvi, voglio cogliere questo momento per augurare a tutti voi una serena e felice Pasqua. A voi che da poco più di un anno seguite officina0823 e ogni giorno siete sempre più numerosi. Grazie davvero. La vostra vicinanza è la cosa più bella che una piccola redazione possa ricevere. Buona Pasqua a tutti, con affetto.
Tommasina Casale

