
Una comunità intera si è stretta nel dolore per dare l’ultimo saluto a Sofia Di Vico, la 15enne tragicamente scomparsa a Roma a seguito di uno shock anafilattico. La ragazza si trovava nella Capitale per partecipare a un torneo insieme alle compagne di squadra quando, durante una cena, si è consumata la tragedia. La chiesa dell’Annunziata, a Maddaloni, era gremita di persone: familiari, amici, compagni di scuola e tanti cittadini hanno voluto essere presenti per testimoniare vicinanza e affetto alla famiglia. In prima fila, distrutti dal dolore, i genitori e i nonni della giovane, incapaci di trattenere la commozione davanti a una perdita così improvvisa e ingiusta. Tra i presenti anche le compagne di squadra e i compagni del liceo “Cortese”, che hanno voluto ricordarla con un gesto semplice ma carico di significato: molti di loro indossavano una maglietta bianca con la scritta “Ciao Boss” e il numero “30”, simboli legati alla personalità e alla passione sportiva di Sofia. All’uscita della bara bianca, un momento particolarmente toccante ha unito dolore e memoria: le compagne di squadra hanno fatto riecheggiare il suono dei palloni da basket, eseguendo alcuni palleggi sul sagrato della chiesa. Un gesto simbolico, per evocare quei momenti di vita condivisa sul campo, tra sogni, sacrifici e amicizia.



