
La 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha ospitato la proiezione de “L’invisibile filo rosso”, una delle rivelazioni di questa edizione. Il film, diretto da Alessandro Bencivenga di Sessa Aurunca, si è distinto per la sua capacità di trasformare una storia complessa in un’esperienza visiva capace di toccare nel profondo lo spettatore, unendo intrattenimento e riflessione sulla memoria storica. Un ruolo decisivo nella riuscita della pellicola è stato quello della sceneggiatrice Irene Cocco, autrice di una meticolosa ricerca storica durata un anno, supervisionata da Giacomo Scarpelli, che ha permesso di ricostruire con fedeltà vicende realmente accadute, tra cui quelle di Giovanni Giulio Anesini e Ida Dalser, la donna legata a Benito Mussolini. Bencivenga ha definito il suo lavoro come “un atto di resistenza contro l’oblio”, un’opera che intreccia impegno civile e narrazione cinematografica di grande forza. Il cast è una vera costellazione di talenti. Su tutti spicca Massimo Bonetti, che ha offerto una prova attoriale di grande spessore e intensità, confermando ancora una volta la sua maestria. Al suo fianco recitano Ornella Muti, Paco de Rosa, Lello Arena, Antonio Catania, Francesco Villa (del duo Ale e Franz), Gino Rivieccio, Rosario Terranova, Carlo Di Maio, Roberto Fazioli, Tommaso Bianco, Luisa Mariani, Vincenzo Leto e Antonio Riscetti. La narrazione è impreziosita dalla voce di Luca Ward. Il film, prodotto da SLY Production di Silvestro Marino in co-produzione con Screen Studio di Elio Voltolini, ha utilizzato location suggestive come Pergine Valsugana, Levico Terme e Ischia. La colonna sonora è firmata da Giovanni Block, con la partecipazione del trombettista Nello Salza e un omaggio al maestro Ennio Morricone. La storia segue Gennaro, un giovane infermiere ischitano che si confronta con le dure verità del manicomio di Pergine Valsugana. Consacrato a Venezia, il viaggio del film è appena iniziato.



