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GIANO VETUSTO – Sul Monte Maggiore, tra fede e memoria: il pellegrinaggio che unisce il paese

4 mesi fa

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Ieri mattina, alle sette, i pellegrini si sono ritrovati presso la Chiesa Madre in via Pozzillo a Giano Vetusto. La benedizione delle croci e dei partecipanti ha dato il via al pellegrinaggio annuale al Santuario del Santissimo Salvatore sul Monte Maggiore.
Le croci di legno vengono portate a spalla, con più persone che si alternano nel trasporto. Per alcuni si tratta di un atto devozionale legato a un voto fatto o a una grazia ricevuta, pratica che affonda le radici in una tradizione religiosa popolare ancora viva.
Le soste della memoria
Prima di raggiungere il Piano di Razzano, il corteo si è fermato in due occasioni. La prima sosta è avvenuta presso un’edicola votiva con croce dedicata a Emilio Gallina, compaesano di Giano Vetusto scomparso prematuramente, tra i pellegrini più assidui di questo cammino. La seconda presso la “Croce di Michele”, in memoria del professor Michele Mercone, Pio Crocifero del pellegrinaggio, scomparso nel 1998.
Il percorso è proseguito verso la località Razzano, fino alla Santella di Croce, dove altri pellegrini si sono aggregati al gruppo, e poi verso il piazzale di Noce, conosciuto nella parlata locale come Nocce, dove ci si è fermati per una sosta di ristoro.
La cappella, il rosario, il santuario
Ripartiti, i pellegrini hanno raggiunto la Cappella di Santa Maria di Frate Janne, dove è stato recitato il Santo Rosario. Al termine, il gruppo si è diretto verso il Santuario del Santissimo Salvatore, posto a quasi novecento metri sul livello del mare.
Il santuario sorge su quello che fu un antico eremo benedettino. La tradizione locale vuole che l’eremo abbia ospitato sant’Anselmo d’Aosta e che qui egli abbia trovato ispirazione per alcuni passaggi del “Cur Deus Homo”. Presso il santuario, il parroco don Massimiliano ha celebrato la Santa Messa, al termine della quale i pellegrini hanno ricevuto la benedizione.
Il pranzo e la discesa
Ridiscesi fino a Croce e attraversata la montagna, i pellegrini di Giano Vetusto sono giunti al Piano di Razzano per la sosta del pranzo. Come da tradizione, si formano gruppi tra famiglie e amici, ma nel corso della giornata la convivialità porta a mescolare i tavoli e le compagnie.
Il ritorno e le litanie
Alle diciotto le croci sono state riprese. Alla “Croce di Razzano” il gruppo si è diviso secondo la tradizione: un corteo femminile e uno maschile, ciascuno guidato da una croce. Il gruppo degli uomini ha aperto il cammino di ritorno.
Giunti alla Croce di Michele, è iniziato il canto delle litanie con l’invocazione “San Salvatore, ora pro nobis”, intonata da un gruppo ristretto di uomini e ripresa dagli altri. I due cortei si alternavano nel canto delle litanie per tutta la durata del percorso di rientro.
All’ingresso della chiesa, il rito si è concluso con le invocazioni a Santa Maria di Frate Janne e al Santo Salvatore, prima eseguite separatamente dai due gruppi, poi unite in un canto corale. Il “San Salvatore, ora pro nobis” è stato ripetuto tre volte. Rientrate le croci in chiesa, il parroco ha impartito la benedizione finale. Chi lo ha desiderato si è trattenuto per la Santa Messa serale.

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