Oggi: 03 Set, 2026
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NAPOLI- Processo per l’omicidio della 14 enne Martina Carbonaro, tensioni in aula: il padre “mi hanno minacciato i genitori di Tucci”

4 mesi fa

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Si è aperto in un clima di forte tensione il processo davanti alla Corte di Assise di Napoli per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa il 25 maggio 2025 ad Afragola, nel Napoletano. Sul banco degli imputati Alessio Tucci, 19 anni, ex fidanzato della giovane, accusato del delitto. Le tensioni registrate durante la prima udienza hanno spinto il presidente della Corte di Assise a prendere un provvedimento immediato: dalle prossime udienze Tucci parteciperà al processo in videoconferenza e non sarà più presente fisicamente in aula. La decisione è maturata dopo momenti di forte nervosismo tra i familiari della vittima e quelli dell’imputato, culminati in accuse reciproche, insulti e gesti minacciosi. Prima dell’inizio dell’udienza, infatti, davanti al nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, le due famiglie si sono affrontate verbalmente e, secondo quanto riferito, da entrambe le parti sarebbe stato simulato il gesto del taglio della testa. La prossima udienza è stata fissata per il 26 giugno. In quell’occasione verranno ascoltati quattro carabinieri impegnati nelle indagini sull’omicidio della 14enne. Il calendario processuale prevede poi una successiva udienza il 14 luglio. A commentare quanto accaduto in aula è stato l’avvocato difensore dell’imputato, Mario Mangazzo: “È frutto di acredini pregresse, minacce che si sono trasformate anche in denunce”, ha dichiarato il legale, riferendosi ai contrasti tra le due famiglie. Durissime le parole del padre di Martina Carbonaro, che all’esterno del tribunale ha accusato il padre dell’imputato, Domenico Tucci, di averlo minacciato. “Il padre di Alessio Tucci mi ha minacciato. Aveva gli occhiali sul viso come fosse il professore vesuviano, Raffaele Cutolo. Dopo avermi ucciso la figlia voleva uccidere anche me”, ha detto ai giornalisti presenti. Profondo anche il dolore espresso dalla madre della vittima: “Il vero dramma lo stiamo subendo noi. Mia figlia è in una tomba ad Afragola, mentre lui, l’assassino, un giorno potrà uscire dal carcere e godersi la vita”. La donna ha poi aggiunto: “Fine pena mai. Ogni giorno indosso una maschera, ma sto malissimo. Chiedo giustizia per mia figlia”. Nel frattempo, la famiglia della 14enne ha annunciato una fiaccolata commemorativa che si terrà il 26 maggio, anniversario del femminicidio, per ricordare Martina Carbonaro e chiedere giustizia per la giovane vittima.

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