Dal palco del comizio di chiusura, Francesco Vettone, candidato della lista “Cellole in Comune”, non le ha mandate a dire. Un intervento che ha sorpreso la piazza, diretto, personale e a tratti commovente, quello di un uomo che ha scelto di aprirsi davanti ai suoi concittadini nell’ultima sera di campagna elettorale. Vettone ha cominciato parlando di politica vera, quella che si fa sui programmi e non sugli attacchi personali, lamentando una campagna elettorale che ha preferito il fango ai contenuti. Ha difeso l’Arena dei Pini dai detrattori, ricordando che quel progetto ha portato fino a 150mila persone l’anno a Cellole, trasformando una voce di bilancio in passivo, tra i 30 e i 100mila euro annui fino al 2021, in una voce attiva dal 2022 in poi. Dati pubblici, disponibili nell’albo pretorio comunale, che a suo dire nessuno si è preso la briga di leggere. Ha ammesso che l’Arena dei Pini va migliorata, che un cartellone troppo esagerato alla fine stanca, che bisogna diversificare con il cabaret, il teatro, artisti per fasce d’età diverse, e che occorre bilanciare l’estate anche a Cellole centro e nelle frazioni, come propone il candidato sindaco Mascolino. Ma il momento più toccante è arrivato alla fine, quando Vettone ha scelto di parlare di sé, di quello che ha vissuto in questa campagna elettorale. “In politica mi hanno insegnato due cose su tutto, la coerenza e la lealtà. Le ho portate con me dall’inizio di questa avventura e non le ho abbandonate nemmeno quando sarebbe stato più comodo farlo”, ha detto con la voce ferma. Qualcuno che lo aveva convinto a intraprendere questo cammino, a un certo punto ha scelto di andare per un’altra strada. “Una scelta che ancora oggi non riesco a capire fino in fondo, non ne comprendo l’utilità né per chi l’ha fatta né, soprattutto, per Cellole”. Vettone avrebbe potuto fermarsi. Ha scelto di non farlo, restando al fianco della squadra che lo ha accolto. “Lo dico senza una sola parola di rancore perché questa esperienza mi ha regalato qualcosa di cui non avevo ancora misurato il valore, l’amicizia vera. Quella che non si compra, quella che non si vende, quella che resiste anche quando le cose si fanno complicate”. Una chiusura che ha lasciato il segno: “Io sono candidato perché amo questa terra e la gente che ci vive. E domenica, qualunque cosa accada, potrò guardarmi allo specchio sapendo di aver fatto tutto con il cuore pulito”.

CELLOLE – Vettone dal palco si confessa, chi lo ha convinto a candidarsi ha scelto altre strade: “Nessun rancore, sono rimasto fedele alla mia squadra e ho la coscienza pulita”
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