Oggi: 03 Set, 2026
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PIGNATARO MAGGIORE – Pignataro cambia volto: il nuovo Consiglio tra ricambio, nuovi equilibri e fine di un’epoca

3 mesi fa

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Il nuovo Consiglio comunale di Pignataro Maggiore segna una rottura netta con il passato. Non soltanto per la vittoria di Cesare Cuccaro e per la chiusura del lungo ciclo politico legato al magliocchismo, ma soprattutto per la composizione dell’assise che accompagnerà il nuovo sindaco nei prossimi anni.
Il dato più evidente è quello del ricambio. La grande maggioranza dei consiglieri eletti siederà per la prima volta in Consiglio comunale. A eccezione di Cesare Cuccaro, Dorothy Fucile, Giovanni Simeone, Maria Bonacci, Vincenzo Romagnuolo e Virginia Russo, tutti gli altri rappresentano volti nuovi dell’amministrazione cittadina. Un elemento che racconta chiaramente la volontà dell’elettorato di aprire una fase diversa, affidandosi a una classe dirigente in larga parte alla prima esperienza istituzionale.
Si consolida anche la presenza femminile all’interno del Consiglio comunale. Le donne elette sono infatti sei: Dorothy Fucile, Arianna Marra, Francesca Magliocca, Rosanna D’Amore, Maria Bonacci e Virginia Russo. Un dato che conferma una presenza ormai stabile e sempre più incisiva nella vita politica cittadina.
Sul piano del consenso personale, il protagonista assoluto è stato Gerardo Barbaro. Con 446 preferenze è risultato il più votato dell’intera competizione elettorale, superando largamente quota 400 e imponendosi come uno dei riferimenti politici più forti usciti da questa tornata elettorale.
Ma la riflessione più interessante riguarda probabilmente il profilo politico del nuovo Consiglio comunale. Nella storia recente di Pignataro Maggiore difficilmente si era vista una presenza così marcata di figure vicine all’area di centrosinistra e al Partito Democratico. Tra gli eletti, ben quattro sono espressione o comunque riconducibili all’area democratica: un dato che, per la realtà politica pignatarese, rappresenta probabilmente un record assoluto.
È la conferma che in città è in corso qualcosa di più profondo di una semplice alternanza amministrativa. Il superamento del magliocchismo, certificato dalle urne, sta lasciando spazio a una ridefinizione complessiva del panorama politico locale. Cambiano gli equilibri, cambiano i riferimenti e cambia soprattutto la geografia del consenso.
Naturalmente, come accade sempre nei passaggi da una stagione politica a un’altra, in queste ore è già iniziato il tradizionale assalto al carro del vincitore. Un carro che, a giudicare dall’entusiasmo e dalle improvvise conversioni dell’ultima ora, appare già particolarmente affollato.

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