Venerdì 5 giugno 2026, presso il Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, il Luogotenente Carica Speciale Crescenzo Iannarella ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Valor Civile, conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.La Medaglia d’Oro al Valor Civile arriva a otto anni dai drammatici fatti di Bellona, teatro nel 2018 di una tragedia familiare culminata in una lunga e concitata operazione delle forze dell’ordine. Quel pomeriggio, Davide Mango, 48 anni, dopo aver ucciso la moglie Anna Carusone, 45 anni, si barricò nel proprio appartamento e dal balcone, iniziò a sparare all’impazzata verso la strada, seminando il panico tra i residenti. Fu in quelle fasi, nel tentativo di fermare l’aggressore e mettere in salvo altre vite, che intervenne il comandante Iannarella e quell’atto di coraggio e altruismo è stato insignito della più alta ricompensa al valor civile. Al termine della cerimonia, ha voluto condividere la propria emozione con parole che meritano di essere riportate integralmente:”Ci sono giorni nella vita in cui il tempo sembra fermarsi, per permettere al passato, al presente e ai valori in cui crediamo di abbracciarsi in un unico istante. Stasera presso il Comando Interregionale Carabinieri Ogaden di Napoli, si è compiuto per me uno di questi momenti indimenticabili: la consegna della Medaglia d’Oro al Valor Civile.Il metallo di questa medaglia può sembrare freddo, ma il significato che racchiude brucia nell’anima. Quest’oro non si limita a premiare il semplice, seppur nobile, adempimento del dovere; esso celebra una scelta molto più profonda, ovvero il coraggio di chi, guardando negli occhi la paura, accetta il rischio estremo in nome del bene comune e della protezione dell’altro.La memoria mi riporta inevitabilmente a quel giorno del 2018, a Bellona. Rivedo ogni singolo istante, vivo e nitido. Ricordo il sangue, il fuoco e la furia cieca di un esagitato, elementi che in quei frammenti di tempo hanno messo alla prova estrema non solo la mia resistenza fisica, ma la vera essenza del mio giuramento. Lì, nel tentativo disperato e irrinunciabile di salvare quelle vite innocenti, ho sfiorato l’abisso, rischiando di perdere la mia stessa esistenza. Sapere che le massime cariche dello Stato, il Presidente della Repubblica e il Ministro dell’Interno, hanno voluto soffermarsi a guardare dentro quell’atto di assoluto altruismo, riconoscendogli il valore umano e istituzionale che meritava, mi riempie di una commozione difficile da tradurre in parole.Tuttavia, questa onorificenza che ho l’immenso onore di affiancare al titolo di Cavaliere della Repubblica, è troppo grande, troppo densa di significato per essere indossata da un uomo solo. Una medaglia del genere, che è la più alta onorificenza che può tributare il Capo dello Stato, è forgiata anche dal supporto di chi ci ama.La dedico, in primo luogo, ai miei genitori, che oggi non ho più accanto fisicamente, ma che sento camminare al mio fianco in ogni mio passo. Sono certo di averli resi orgogliosi, specialmente se penso che mio padre ha indossato questa stessa amata divisa da Carabiniere per ben 40 anni, insegnandomi con il suo silenzioso esempio cosa significhi davvero la parola “Onore”.La dedico alla mia famiglia, e in modo particolare ad Aldo e Martina. Loro non sono solo la mia linfa vitale ma, più di chiunque altro, sono i veri e silenziosi custodi dei miei sacrifici quotidiani. Conoscono il peso delle mie assenze, le ansie taciute e il valore delle mie scelte.La condivido con i miei affetti più veri e indissolubili, e con i miei amici più cari, fari anche nei momenti più complessi della mia vita.Infine, rivolgo questo pensiero ai miei colleghi della Stazione Carabinieri di Vitulazio ed alle comunità che oggi mi pregio, con immenso rispetto e senso di responsabilità, di guidare ancora nel mio ruolo di Comandante.Oggi non celebro un punto d’arrivo, ma rinnovo una promessa. Questa medaglia è la conferma inequivocabile, ora come allora, della mia incondizionata e totale dedizione al servizio. Perché indossare gli alamari non è mai stato per me solo un mestiere, ma un atto di profondo e continuo amore verso la collettività.”

Il Luogotenente Carica Speciale Iannarella insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile
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