Il dolore di una madre che ha perso il figlio di diciotto anni si trasforma in un’altra battaglia legale. Ilaria Scialdone, mamma del giovane Antonio Lubrano, morto nella notte tra l’8 e il 9 luglio 2023 in un violento incidente sulla Strada Statale 7 Appia nel territorio di Pastorano, dovrà ora difendersi dall’accusa di diffamazione aggravata. A denunciarla è Giovanni De Vita, 64 anni, l’imprenditore che il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha rinviato a giudizio tre mesi fa per omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi proprio in relazione alla morte del ragazzo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, De Vita era alla guida di un BMW X5 e avrebbe effettuato un’inversione a U in un tratto con linea continua: in quel momento sopraggiungeva lo scooter TMax guidato da Lubrano, che riportò ferite mortali. La fidanzata del giovane, che si trovava con lui, rimase gravemente ferita. Nei mesi successivi alla tragedia Ilaria Scialdone aveva più volte manifestato il proprio dolore e la propria rabbia sui social, puntando il dito contro l’imprenditore. De Vita aveva in un primo momento tentato la strada della denuncia per stalking, ma il tentativo non andò a buon fine. Oggi l’accusa si è trasformata in una formale denuncia per diffamazione aggravata. Una donna che porta il lutto di un figlio strappato alla vita a diciotto anni si trova così a dover affrontare un processo nel processo, costretta a difendersi in aula mentre attende che la giustizia faccia il suo corso sulla morte del figlio. Resta fermo il principio cardine del diritto: De Vita è da considerarsi innocente fino a sentenza definitiva passata in giudicato.

PASTORANO – Morte di Antonio Lubrano, la madre che piange il figlio ora è accusata di diffamazione dall’imputato De Vita
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