Il 1° giugno 2026, nel Salone dell’Episcopio di Teano, si è svolta la cerimonia di restituzione di un’importante opera d’arte sacra. Al centro dell’evento, un dipinto su tavola raffigurante la Madonna dell’Arco tra Santa Caterina d’Alessandria e Sant’Antonio Abate, scomparso dalla chiesa di San Giorgio Martire di Pignataro Maggiore dopo essere stato documentato nel 1972. Il recupero dell’opera, di grande importanza per la comunità locale, è stato reso possibile grazie alla sinergia tra istituzioni, militari e studiosi del settore.
Il recupero dell’opera rappresenta un risultato significativo per la comunità locale e per il patrimonio culturale del territorio. L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, forze militari e studiosi del settore.
A ricostruire le vicende dell’opera è il contributo tecnico della dottoressa Giulia Nanfa, funzionaria restauratrice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, arricchito dagli studi del dottor Stefano De Mieri, storico dell’arte presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
“Il dipinto risultava non più reperibile dopo la documentazione del 1972. La sua individuazione sul mercato antiquario è stata resa possibile grazie alla segnalazione del dottor Stefano De Mieri, che ne ha riconosciuto la presenza in un catalogo online di una casa d’aste. A seguito della segnalazione, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli ha avviato le indagini, mentre la Soprintendenza ha garantito il supporto tecnico e custodito l’opera per circa un anno in regime di custodia giudiziaria”, evidenzia la dottoressa Giulia Nanfa.
“Nel 2001 un particolare dell’opera, la Santa Caterina, venne riprodotto nel catalogo della Pinacoteca Provinciale di Salerno da Mario Alberto Pavone, che riferiva della presenza della tavola, da lui attribuita a Girolamo Imperato, presso una collezione privata di Todi. Pavone non conosceva le segnalazioni bibliografiche precedenti, tra cui quella di Pierluigi Leone de Castris nel 1991, che già menzionava il dipinto come opera di Girolamo Imperato e bottega nella chiesa di San Giorgio a Pignataro Maggiore. Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile stabilire quando l’opera sia entrata a far parte di quella raccolta privata, in un arco cronologico compreso tra il 1972 e il 2001.”
“La pala, databile agli ultimi anni del XVI secolo, raffigura la Madonna dell’Arco venerata da Sant’Antonio Abate e Santa Caterina d’Alessandria ed è attribuibile a Girolamo Imperato e alla sua bottega. L’opera si lega stilisticamente a una pala del 1595 dello stesso pittore, anch’essa raffigurante la Madonna dell’Arco con santi, commissionata dal vescovo Fabio Maranta per la cattedrale di Calvi”, concludono la dottoressa Giulia Nanfa e il dottor Stefano De Mieri.

La pala di San Giorgio ritrovata dopo decenni: il contributo tecnico di Giulia Nanfa e gli studi di Stefano De Mieri ne ricostruiscono la storia
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