Oggi: 02 Set, 2026
villa posta sotto sequestro
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MIGNANO MONTELUNGO- CASSINO- Sequestrata la villa comunale: sei indagati nell’inchiesta tra cui un imprenditore di Mignano Montelungo, gestione illecita di rifiuti, lavori con fondi Pnrr

3 mesi fa

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Sono sei le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura europea che ha portato al sequestro preventivo di una parte della Villa Comunale di Cassino, interessata dai lavori di rifunzionalizzazione finanziati con fondi del Pnrr. I carabinieri del Gruppo Forestale di Frosinone, attraverso il Nipaaf (Nucleo investigativo di Polizia forestale, ambientale e agroalimentare), guidato dal tenente colonnello Vitantonio Masi, insieme ai Nuclei Operativi Ecologici (Noe) di Roma e Latina, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino su richiesta del procuratore europeo delegato di Roma. Destinatari del decreto di perquisizione e iscritti nel registro degli indagati sono Stefano Minotti, 56 anni, di Frosinone; Rocco Di Vito, 30 anni, di Isernia; Massimiliano Di Vito, 58 anni, di Afragola; Pasquale De Luca, 54 anni, di Caserta (Mignano Montelungo), tutti legali rappresentanti delle ditte coinvolte nei lavori, oltre a Marco Sacchetti, 56 anni, e Mario Lastoria, 54 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini, nell’area verde oggetto dell’intervento di riqualificazione sarebbero state smaltite ingenti quantità di rifiuti in luogo del terreno previsto dal capitolato d’appalto. Il progetto, finanziato con risorse europee del Piano nazionale di ripresa e resilienza, prevedeva infatti la fornitura e la posa in opera di terreno vegetale idoneo alla sistemazione a verde del parco pubblico. Gli investigatori contestano, a vario titolo, ipotesi di gestione illecita di rifiuti e tentata truffa ai danni del Comune di Cassino. L’inchiesta coinvolge quattro imprenditori, amministratori di tre società operanti tra Lazio, Molise e Campania, oltre a due figure legate alla gestione tecnica e amministrativa dell’appalto. Per evitare l’aggravarsi delle conseguenze e impedire la prosecuzione delle presunte condotte illecite, il giudice ha disposto il sequestro preventivo dell’area della Villa Comunale interessata dal deposito del materiale ritenuto non conforme, nonché di dieci veicoli utilizzati per il trasporto dello stesso. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l’esatta natura dei materiali impiegati nei lavori di riqualificazione.

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