Oggi: 03 Set, 2026
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CASTEL DI SANGRO – Zannini alza un muro con gli amministratori, contatti solo con i vertici del partito e stop a quel “bel ragazzo” di Silvestro.

2 mesi fa

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Giovanni Zannini trascorre ormai da cinque mesi le sue giornate a Castel di Sangro, in Abruzzo, lontano dalla sua Campania a causa di una misura restrittiva. Un divieto di dimora che gli impedisce di rimettere piede nella regione e in quelle confinanti, che ha cambiato radicalmente le sue giornate e i suoi rapporti. In questo esilio forzato il consigliere regionale di Forza Italia ha azzerato i contatti con gli amministratori locali e i politici del territorio, sindaci, assessori e referenti che fino a pochi mesi fa lo cercavano quotidianamente e che oggi non hanno più alcun canale diretto con lui. Una scelta netta che lo ha portato a restare in contatto esclusivamente con i vertici provinciali e regionali del partito, gli unici con cui mantiene un dialogo costante e con cui si confronta sulle dinamiche interne agli azzurri. Il resto delle informazioni sulla politica campana gli arriva soltanto tramite la lettura dei media, una condizione che lo costringe a osservare da lontano vicende e equilibri che fino a poco tempo fa lo vedevano protagonista in prima persona. In questa nuova dimensione di isolamento Zannini ha chiuso i rapporti anche con “quel bel ragazzo” di Francesco Silvestro, che quasi lo stalkerizzava, arrivando a recarsi più volte anche a Castel di Sangro nel tentativo di incontrarlo. Qualcuno dice che Zannini gli abbia intimato di non contattarlo mai più, troncando bruscamente qualsiasi contatto. Pare anche vietandogli di raccontare in giro di essere stato l’artefice del suo approdo in Forza Italia, una ricostruzione che il consigliere di Mondragone non avrebbe gradito affatto, rivendicando con forza gli oltre 33mila voti conquistati da solo alle scorse elezioni regionali, un risultato frutto esclusivo del proprio radicamento sul territorio e non certo dell’aiuto del senatore. Le giornate di Zannini scorrono così tra l’attesa degli sviluppi giudiziari e l’osservazione a distanza di una politica campana che continua a muoversi senza di lui, fisicamente assente ma ancora presente nei discorsi e negli equilibri del partito in Campania

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