A guidarla è Pina Picierno, parlamentare europea al suo terzo mandato, eletta nella circoscrizione Italia meridionale nelle liste del Partito Democratico. Una traiettoria politica lunga, che affonda le radici a Teano, in provincia di Caserta, suo comune d’origine, e che oggi si sviluppa stabilmente a Bruxelles, dentro le istituzioni europee.Proprio questo profilo pesa nel racconto del nuovo progetto. Picierno non è una nuova arrivata: nel 2014 era già deputata al Parlamento nazionale quando venne candidata alle europee come capolista nel Sud, nella stagione in cui Matteo Renzi spingeva per rafforzare il Pd con figure riconoscibili e radicate nei territori. Da lì si è consolidato il suo ruolo nella circoscrizione meridionale, che l’ha poi riportata più volte al Parlamento europeo. A Torino presenta “Spazio Pubblico” come un contenitore politico aperto. L’obiettivo è raccogliere ex Pd, area riformista, renziani, calendiani e mondo radicale. Un tentativo di ricucire un’area frammentata e senza una casa stabile, dopo le scissioni e le esperienze del cosiddetto terzo polo. Nel suo intervento insiste sulla crisi del centrosinistra tradizionale e sulla necessità di superare gli schemi attuali. Parla di uno spazio politico nuovo, meno legato ai partiti classici e più orientato a una rete di esperienze, amministratori e sensibilità diverse.Attorno al progetto si muovono diversi ex esponenti democratici e figure del mondo liberale e radicale. Una platea eterogenea, che riflette bene la natura ancora fluida dell’iniziativa. La scelta di Torino come luogo del debutto non è casuale: città simbolo del riformismo italiano e dei tentativi di sintesi politica del centrosinistra. Qui Picierno prova a costruire un’idea diversa di aggregazione, ancora tutta da verificare nei numeri e nella tenuta politica.Resta il nodo centrale: se “Spazio Pubblico” diventerà un soggetto stabile o resterà un laboratorio politico dentro un quadro ancora in movimento.

Da Torino parte il lancio di “Spazio Pubblico”, nuova iniziativa politica che prova a mettere insieme ciò che resta del mondo riformista italiano.
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