Oggi: 02 Set, 2026
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Addio accise. Andata e ritorno dalle spiagge, il conto è sempre più salato: rincari sul carburante, automobilisti esasperati

2 mesi fa

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Un fine settimana dal sapore amaro per migliaia di automobilisti diretti verso le località balneari. Con l’inizio di luglio e il grande esodo verso il mare, fare rifornimento è tornato a pesare sensibilmente sui bilanci delle famiglie. A partire da ieri , sabato 4 luglio, infatti, sono decadute le agevolazioni fiscali sui carburanti introdotte nei mesi scorsi per contenere gli effetti dell’instabilità dei mercati energetici internazionali. “L’unica cosa che continua davvero a funzionare sono gli aumenti – commenta una madre incontrata in un distributore di carburante –. Per regalare una giornata di mare ai miei due bambini siamo costretti a stringere ancora di più la cinghia. Speriamo solo che non si spezzi definitivamente”. La conclusione del periodo di sconto sulle accise ha determinato un rialzo immediato dei prezzi alla pompa proprio nel momento in cui le strade verso le coste iniziano a riempirsi di vacanzieri. Un aumento che arriva in una fase già caratterizzata da rincari diffusi su beni e servizi e che rischia di incidere ulteriormente sulle spese delle famiglie. L’ultima riduzione delle imposte sui carburanti, prevista dal decreto del 6 giugno, aveva consentito uno sconto di cinque centesimi al litro sia sulla benzina sia sul gasolio. Considerando anche l’Iva, il beneficio effettivo per gli automobilisti arrivava a circa sei centesimi per ogni litro di carburante acquistato, garantendo un piccolo ma significativo risparmio soprattutto a chi utilizza quotidianamente l’automobile. Con il ritorno alle aliquote ordinarie, questo vantaggio è venuto meno. Gli effetti sono già visibili nei listini esposti dai distributori, dove i prezzi hanno ripreso rapidamente la loro corsa verso l’alto. Secondo le elaborazioni del Codacons, la fine dello sconto comporterà una spesa aggiuntiva di circa 3 euro per ogni pieno. Un importo che, moltiplicato per i numerosi rifornimenti effettuati durante l’estate, rappresenta un aggravio non trascurabile per chi si sposta frequentemente in auto per raggiungere le località di villeggiatura o per motivi di lavoro. Le previsioni indicano che sulla rete ordinaria il prezzo medio del gasolio si avvicinerà a 1,94 euro al litro, mentre lungo la rete autostradale supererà la soglia dei due euro, arrivando a circa 2,02 euro al litro. Anche la benzina seguirà la stessa tendenza, con una media di 1,86 euro al litro nei distributori cittadini e circa 1,95 euro lungo le autostrade. Numeri che si traducono in un costo sempre più elevato per chi decide di trascorrere anche una sola giornata al mare. Tra carburante, pedaggi, parcheggi e spese per la permanenza in spiaggia, una semplice escursione estiva può trasformarsi in una voce importante del bilancio familiare. Molti automobilisti esprimono preoccupazione per una situazione che sembra non concedere tregua. “Ogni settimana c’è un nuovo aumento – racconta un altro conducente in fila al distributore –. Alla fine ci si ritrova a rinunciare a qualcosa pur di far quadrare i conti. Il mare dovrebbe essere un momento di svago, invece sta diventando un lusso”. L’eliminazione dello sconto sulle accise era stata prevista come misura temporanea, introdotta per attenuare gli effetti delle tensioni internazionali che avevano provocato forti oscillazioni nel mercato energetico. Con il ripristino della tassazione ordinaria, però, il peso dei rincari torna interamente sulle spalle dei consumatori, proprio all’inizio della stagione estiva, quando gli spostamenti aumentano e il ricorso all’automobile diventa quasi inevitabile per milioni di italiani.

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