La gestione del verde pubblico e il ricorso a interventi straordinari finiscono al centro di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare Noi Siamo Pignataro. I consiglieri chiedono al sindaco Cesare Cuccaro e all’assessore all’Ambiente chiarimenti sull’ordinanza n. 57, adottata il 25 giugno per interventi urgenti di pulizia, sfalcio e manutenzione, e sulla determina n. 457 del 1 luglio, con cui il Comune ha attinto a quote vincolate del risultato di amministrazione per finanziare quegli interventi.
Il punto centrale dell’interrogazione riguarda il rapporto tra il Comune e la Pignataro Patrimonio Srl, la società interamente partecipata dall’ente alla quale sono affidati servizi ambientali e di manutenzione, per un canone annuo di 1.026.667,80 euro per il servizio di raccolta differenziata e di 40.000 euro proprio per la tutela ambientale e il verde pubblico. I consiglieri chiedono perché si sia reso necessario ricorrere a interventi straordinari se attività di questo tipo rientrano già tra i compiti affidati alla società.
Nel documento viene richiamata anche la commissione consiliare di vigilanza sulla partecipata, prevista dal regolamento comunale. Il gruppo di opposizione chiede all’amministrazione se intenda convocarla per discutere della gestione dei servizi affidati alla Pignataro Patrimonio.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la società partecipata fin dalla sua entrata in attività, nel 2007. Nel corso degli anni sono emerse più volte criticità nella gestione dei servizi affidati alla Pignataro Patrimonio, e non solo sulla loro effettiva esecuzione. Il nodo riguarda anche il rapporto tra il canone versato dal Comune, oltre un milione di euro l’anno per il servizio di raccolta differenziata, e i risultati concreti che la società riesce a garantire. L’interrogazione torna proprio su questo punto, chiedendo conto della manutenzione del verde, servizio per il quale il contratto prevede già uno specifico corrispettivo.
A questo si aggiunge il tema della commissione consiliare di vigilanza. Il regolamento comunale la prevede dal 2007, ma non risulta sia stata convocata con regolarità. In assenza di un controllo strutturato da parte dell’organo competente, il monitoraggio dell’attività della partecipata finisce per passare soprattutto attraverso le iniziative dell’opposizione. Una questione che si ripresenta oggi anche per la nuova amministrazione.
C’è poi un piano che l’interrogazione non affronta direttamente ma che resta sullo sfondo della vicenda. I costi di gestione della Pignataro Patrimonio incidono sulla TARI, che a Pignataro Maggiore continua a essere tra le più elevate del territorio. Nelle campagne elettorali che si sono succedute dal 2007, a eccezione dell’ultima, non sono mancate le promesse di ridurre quella tariffa, obiettivo che finora non ha trovato riscontro. Resta quindi aperto il tema di come alleggerire un costo che molti cittadini considerano ormai difficilmente sostenibile.
Cesare Cuccaro guida il Comune da circa cinquanta giorni e le criticità della Pignataro Patrimonio precedono l’attuale amministrazione. Sarà però la nuova maggioranza a dover indicare come intende affrontarle e quale futuro immagina per la società partecipata.

Pignataro Maggiore, verde pubblico e Pignataro Patrimonio: Noi Siamo Pignataro chiede chiarimenti in Consiglio
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