L’aumento della TARI, compreso tra il 2,5% e il 3%, certifica ancora una volta che vivere a Pignataro costerà sempre di più. Una tassa che è già tra le più alte in Campania e che pesa in maniera importante sui bilanci familiari. A questo si aggiunge un peso fiscale complessivo molto alto, al quale non sempre corrispondono servizi adeguati alle esigenze dei cittadini. Troppo spesso si procede rincorrendo le emergenze, intervenendo quando i problemi sono già esplosi e mettendo la classica pezza dove servirebbe invece una programmazione seria, capace di prevenire i problemi. Un esempio è l’ordinanza 57 per il ripristino del decoro urbano, che ha comportato una variazione di bilancio e un ulteriore aggravio sulle casse comunali. Anche questo caso pone una questione di metodo: intervenire quando il problema è già visibile costa di più che organizzarsi per tempo. Sarebbe però un esercizio di propaganda e demagogia attribuire questi problemi a chi amministra Pignataro da appena due mesi. Le difficoltà che il Comune deve affrontare hanno radici profonde e vengono da lontano. È evidente che chi governa oggi non può essere accusato né ritenuto responsabile di ciò che è accaduto negli anni passati. Ma questo non significa che non debba assumersi la responsabilità di affrontare i problemi che ha trovato e lavorare per superarli. Chi ha ricevuto la fiducia dei cittadini e ha avuto l’onore di amministrare Pignataro ha il compito di governare il presente e costruire il futuro, anche quando eredita problemi che vengono da lontano. Prima o poi bisogna smettere di richiamare continuamente il passato. Il passato serve a capire come si è arrivati fin qui, ma non può diventare la risposta ai problemi che restano ancora da risolvere.

Vivere a Pignataro costerà sempre di più
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