Oggi: 02 Set, 2026
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Bruciare le sterpaglie col caldo di questi giorni è un rischio enorme, lo dimostra il rogo di 7 ettari a Licola a ridosso della base Nato. Arrestato un 52enne

1 mese fa

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Con il caldo eccezionale che sta mettendo a dura prova l’intera regione in questi giorni, bruciare foglie secche e sterpaglie in campagna non è mai stato così pericoloso, e la vicenda di Licola, frazione di Pozzuoli, lo dimostra in modo drammatico. Quello che doveva essere un piccolo rogo per ripulire il terreno si è infatti trasformato in un vasto incendio che ha devastato circa 7 ettari di macchia mediterranea, pari a oltre 70mila metri quadrati, un’estensione equivalente a una decina di campi da calcio, nell’area di via delle Colmate, a ridosso dell’ex base Nato. Per il rogo i Carabinieri della Stazione di Licola hanno arrestato un 52enne, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile di aver innescato accidentalmente l’incendio, allo stato delle indagini e fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva di condanna. Le indagini sono partite subito dopo l’allarme, e i militari hanno ricostruito in tempi rapidi la dinamica dei fatti, riuscendo a identificare il presunto responsabile e a rintracciarlo nei pressi della sua abitazione, poco distante dall’area interessata dalle fiamme, dove avrebbe consegnato spontaneamente un accendino e una bottiglia di alcol etilico ormai vuota, elementi acquisiti dagli investigatori. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, l’uomo avrebbe dato fuoco ad alcune sterpaglie proprio per ripulire il terreno, un gesto purtroppo ancora diffuso in campagna, ma avrebbe poi perso completamente il controllo delle fiamme, complice anche il caldo intenso di questi giorni e una vegetazione ormai secchissima, condizioni che nella stagione estiva possono trasformare in pochi minuti un piccolo fuoco controllato in un incendio fuori controllo. L’incendio ha richiesto un imponente intervento di spegnimento e, per motivi di sicurezza, alcune abitazioni della zona sono state evacuate fino al rientro dell’emergenza, lasciando un bilancio pesante fatto di ettari di macchia mediterranea distrutti e un danno ambientale significativo in una delle aree naturalistiche più delicate del territorio flegreo. Al termine delle formalità di rito, il 52enne è stato posto agli arresti domiciliari, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del giudizio.

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