Rosa Carafa, professoressa e architetto, è scomparsa nei giorni scorsi, lasciando un segno concreto nella storia urbanistica di Sessa Aurunca, il cui nome resta legato a doppio filo a uno dei progetti più emblematici e ambiziosi della città, il maestoso restauro del Castello Ducale, simbolo identitario e cuore pulsante della comunità aurunca, recuperato e restituito alla collettività in tutto il suo splendore grazie alla sua dedizione, al suo rigore scientifico e alla sua grande passione per la tutela del patrimonio storico. Ricordo ancora quando arrivò a Sessa Aurunca, chiamata a guidare l’assessorato ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica dal compianto sindaco Elio Meschinelli, che la volle fortemente al suo fianco, convinto della sua competenza e della sua visione per la macchina amministrativa, in una scelta che allora non mancò di far storcere il naso a qualche politico locale, perché la professoressa Carafa non era di Sessa Aurunca. Ricordo bene, da giornalista, quando chiesi proprio a Meschinelli il motivo di quella decisione, e la sua risposta fu netta: “Dovremmo solo ringraziare l’architetto Carafa che si disturba a venire umilmente a ricoprire questo ruolo a Sessa”. Ero allora una giovane giornalista e ricordo bene quella sensazione di timore che provavo ad avvicinarmi a lei, perché la vedevo come un mostro sacro dell’architettura, eppure, nonostante la sua cultura immensa, non era affatto una donna altezzosa o distante, tutt’altro, era una persona semplice, alla mano, capace di mettere a proprio agio anche chi, come me allora, si sentiva piccola davanti a tanto sapere. Quella sua cultura immensa faceva il paio con quella dello stesso Meschinelli, due mostri sacri della cultura, amministratori di una levatura che oggi può essere soltanto un ricordo. Di lei ho sempre sentito parlare con affetto e ammirazione anche dalla nipote Benedetta, che me la descriveva allo stesso modo, come una zia presente, capace di raccontare con la stessa passione un capitello antico e una ricetta di famiglia. L’azione amministrativa e la straordinaria sensibilità architettonica di Rosa Carafa hanno valorizzato il volto della città, lasciando in eredità un esempio virtuoso di tutela dei beni culturali che continuerà a vivere nella memoria e nelle pietre di Sessa Aurunca.

EDITORIALE | SESSA AURUNCA – Rosa Carafa, l’eredità di un’architetto che scelse di dare tutta la sua cultura al Castello Ducale
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