L’appello al Capo dello Stato arriva dal territorio al confine tra Lazio e Campania, dove la chiusura del ponte del Garigliano, in vigore dallo scorso marzo, continua a creare pesanti disagi alla mobilità e alle attività economiche. Era stata indicata la fine di luglio come termine previsto per la riapertura del ponte del Garigliano. Una scadenza che, ormai a ridosso di Ferragosto, non è stata rispettata. Il ponte resta chiuso al traffico e la situazione sta alimentando malcontento e preoccupazione tra residenti, automobilisti e soprattutto operatori commerciali delle due sponde. A portare la questione direttamente all’attenzione del Quirinale è stato Albino Stanziale, ristoratore di Minturno con un’attività nel territorio casertano, che ha deciso di scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per denunciare le conseguenze di una chiusura che si protrae da mesi. Nella sua lettera, Stanziale ripercorre le difficoltà vissute dal territorio e sottolinea l’incertezza che accompagna ormai da troppo tempo la conclusione degli interventi. “Sappiamo quando il lavoro è iniziato, ma non sappiamo quando finirà”, è il senso dell’appello rivolto al Capo dello Stato. La chiusura del collegamento sta infatti incidendo sulla quotidianità di un’area che coinvolge due regioni, Lazio e Campania, le province di Latina e Caserta e i Comuni di Minturno e Sessa Aurunca. Il blocco del transito di automobili, mezzi e pedoni ha reso più difficili gli spostamenti e, secondo i commercianti, sta aggravando ulteriormente una situazione economica già fragile. Particolarmente pesanti le ripercussioni sul comparto della ristorazione e sulle attività legate al turismo. Gli operatori ricordano gli effetti degli anni difficili segnati dalla pandemia e dalle conseguenze della guerra in Ucraina, che avrebbero inciso anche sulle presenze dei turisti stranieri provenienti, in particolare, da Germania, Svizzera e Austria. Ora, spiegano residenti e commercianti, alla crisi si aggiunge un’infrastruttura strategica completamente interdetta al passaggio. Stanziale denuncia inoltre una serie di problemi che, a suo giudizio, accompagnano la chiusura del ponte: dalla vegetazione non curata all’illuminazione assente, fino a una segnaletica stradale ritenuta poco chiara e insufficiente. Nel frattempo, sarebbero state numerose le comunicazioni inviate tramite PEC all’ANAS per chiedere informazioni sull’andamento dei lavori. Proprio le indicazioni fornite dall’ente sulla conclusione degli interventi entro la fine di luglio sono finite al centro delle contestazioni. La riapertura, infatti, non è arrivata e il territorio continua ad attendere una data certa. “Ci sentiamo dimenticati“, è il grido che arriva dagli operatori, preoccupati per una stagione estiva che rischia di trasformarsi in un ulteriore colpo per le attività locali. Nella lettera al Presidente Mattarella, Stanziale chiede quindi che venga prestata attenzione alla vicenda e che si possa arrivare a una soluzione in tempi rapidi, prima che i danni economici e sociali diventino ancora più difficili da recuperare. La situazione, intanto, è già drammatica per alcune attività. Secondo quanto riferito dallo stesso ristoratore, due esercizi di ristorazione si appresterebbero a chiudere. L’appello al Presidente della Repubblica rappresenta dunque l’ultimo tentativo di accendere i riflettori su una vicenda che, da mesi, interessa un territorio diviso soltanto amministrativamente ma fortemente collegato sul piano sociale, commerciale e turistico. Residenti e imprenditori chiedono soprattutto una cosa: una data certa per la riapertura del ponte e il ritorno alla normalità di un collegamento fondamentale tra Campania e Lazio.

SESSA AURUNCA- MINTURNO – Ponte del Garigliano ancora chiuso, commercianti e residenti scrivono a Mattarella: “Intervenga Presidente”, due attività gia chiuse
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