Oggi: 02 Set, 2026
campi flegrei
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CAMPANIA – Sisma dei Campi Flegrei, sfollati a quota 2.129, riaprono l’Anfiteatro Flavio e il castello Aragonese, l’opposizione chiede lo stato di emergenza

3 settimane fa

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Cresce ancora il numero degli sfollati dopo il sisma di magnitudo 4.7 dello scorso 31 luglio nei Campi Flegrei, con i vigili del fuoco che hanno effettuato 1.200 interventi, 144 dei quali ancora da completare, portando allo sgombero di 198 edifici per un totale di 930 unità abitative e lasciando fuori casa 2.129 persone, di cui 2.023 hanno trovato una sistemazione autonoma e 106 sono ospitate in strutture alberghiere, mentre prosegue l’assistenza alla popolazione rimasta senza acqua grazie a tre autobotti kilolitriche del Corpo impegnate nella distribuzione di acqua non potabile sul territorio di Pozzuoli, e sul fronte del ripristino della rete idrica, secondo il report dell’ultima riunione del Centro di coordinamento soccorsi, 68 delle 73 segnalazioni raccolte sono già state risolte: “L’arrivo costante di nuovi rinforzi, inviati dal Centro Operativo Nazionale e dalla Direzione Regionale della Campania, ci permette di essere ogni giorno più vicini e presenti sul territorio flegreo, non ci stiamo occupando solo di verificare la sicurezza degli edifici, siamo al fianco delle persone per aiutarle a recuperare i propri beni e affetti nelle abitazioni, lavorando allo stesso tempo per proteggere il nostro prezioso patrimonio culturale”, spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Paduano, e intanto l’Anfiteatro Flavio ha riaperto con percorsi limitati, così come il Castello Aragonese di Baia, mentre per gli altri siti archeologici dell’area non risultano criticità ulteriori rispetto a quelle già rilevate; sul piano politico il capo dell’opposizione in Regione Campania Gennaro Sangiuliano, insieme ai capigruppo Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane, Massimo Grimaldi e Sebastiano Odierna, annuncia una risoluzione da presentare al prossimo Consiglio Regionale: “Inviteremo il presidente Fico a richiedere immediatamente lo Stato di emergenza, perché questo strumento consente di attivare una serie di meccanismi di protezione e agire in deroga, spendendo rapidamente le risorse che sono state messe a disposizione dal governo, a noi interessa che si diano risposte immediate a chi è sfollato, al commercio e alle imprese, a chiunque viva una condizione di disagio nell’area flegrea, parlare di legge speciale oggi significa non affrontare subito il problema, perché in questa fase può funzionare solo lo Stato di emergenza che consente l’emanazione di ordinanze di protezione civile in grado di scavalcare la burocrazia, una eventuale legge speciale, di cui si può ragionare, richiederebbe molto tempo ed essa va collegata a una ricostruzione urbanistica che va programmata e pensata con accuratezza”.

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