Oggi: 02 Set, 2026
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CAMPANIA – Trapanese (M5S): “sul fine vita la politica nazionale colmi il vuoto normativo, la Regione è pronta a discutere la legge”

3 settimane fa

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Torna al centro del dibattito politico regionale il tema del fine vita, dopo la vicenda di Irene, la donna affetta da SLA che ha ottenuto dal Tribunale di Torre Annunziata il via libera a proseguire il percorso di accesso al suicidio medicalmente assistito. A intervenire è Luca Trapanese, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e primo firmatario della proposta di legge regionale sul fine vita, elaborata insieme all’Associazione Luca Coscioni. Il caso di Irene, secondo Trapanese, riporta la politica davanti a una domanda che non può più essere rinviata: “Quanto deve ancora aspettare una persona che soffre perché venga rispettata una libertà che la Corte costituzionale ha già riconosciuto in presenza di precise condizioni?”. Il vicepresidente rivendica la scelta di aver presentato per primo la proposta in Consiglio regionale, spiegando che le istituzioni hanno il dovere di offrire regole certe: “Ho voluto portare per primo questa proposta di legge in Consiglio regionale perché credo che le istituzioni abbiano il dovere di dare regole, tempi certi e procedure chiare. Nessuno, in una condizione di sofferenza estrema, dovrebbe essere costretto ad aggiungere al dolore della malattia quello dell’incertezza, delle attese o della necessità di rivolgersi a un tribunale per vedere concretamente esercitato un diritto”. Trapanese lega la battaglia politica anche a una storia personale, quella dell’amico Luigi, malato di sclerosi multipla, di cui è stato fiduciario del testamento biologico: “Per me questa non è semplicemente una legge. Ha un nome, un volto e una storia: quella di Luigi, uno dei miei più grandi amici. Ricordo perfettamente quale fosse la sua paura più grande: arrivare un giorno a non poter più decidere di sé e rimanere attaccato a dei macchinari contro la propria volontà. Quando vivi tutto questo accanto a una persona che ami, il fine vita smette di essere una discussione astratta, ideologica o politica. Diventa vita. Diventa dignità. Diventa rispetto della volontà di un essere umano”. Il vicepresidente chiama in causa direttamente il Parlamento, chiedendo una legge nazionale capace di dare un quadro uniforme a tutto il Paese, e conferma la volontà della Regione di procedere sul proprio percorso normativo: “In Campania siamo pronti ad avviare il percorso della nostra proposta di legge sul fine vita e a discuterla nel merito, senza pregiudizi e senza ridurre un tema così delicato a una contrapposizione ideologica. Perché non dovrebbe essere un tribunale, ogni volta, a colmare il vuoto lasciato dalla politica”.

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