Oggi: 03 Set, 2026
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AVERSA – Angela Salzano morta dopo l’isterectomia, la Procura indaga quattro medici del Moscati

2 settimane fa

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Quattro camici bianchi dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Aversa sono finiti nel registro degli indagati per la morte di Angela Salzano, 43 anni di Afragola, spentasi il 2 agosto dopo un mese di sofferenze cominciate con un intervento chirurgico che doveva essere di routine. La Procura di Napoli Nord ipotizza il reato di omicidio colposo e ha aperto un fascicolo per fare luce su quanto accaduto tra il 6 luglio, giorno dell’isterectomia totale eseguita per rimuovere un fibroma uterino, e il decesso della donna. Le complicazioni si manifestano già nelle ore successive al primo intervento, quando Angela accusa dolori addominali sempre più forti. Gli esami evidenziano una grave effusione bilio addominale, tanto da rendere necessario un secondo intervento d’urgenza l’8 luglio, sempre nella stessa struttura. Le sue condizioni però non migliorano: arriva un terzo intervento chirurgico e infine il trasferimento in terapia intensiva all’ospedale Monaldi di Napoli, dove viene collegata a un circuito ECMO per l’ossigenazione extracorporea. Un tentativo che non basta a salvarla. Il 10 agosto, otto giorni dopo la morte, viene eseguita l’autopsia sul corpo della donna: i risultati, insieme alla cartella clinica e alle perizie tecniche, dovranno stabilire con precisione cosa non abbia funzionato nella gestione del suo caso. Per questo la Procura ha incaricato un collegio di quattro periti tra medicina legale, ginecologia, anestesia e anatomia patologica, mentre anche gli indagati hanno nominato i propri consulenti di parte. Sono C.V., 40 anni, il ginecologo che ha operato Angela, A.M., 53 anni, R.M.A., 38 anni, e C.M.D.G., 68 anni, gli altri tre componenti dell’equipe chirurgica, i nomi iscritti nel registro degli indagati. Al centro della denuncia presentata dal marito, Vincenzo Redina, con l’assistenza degli avvocati Carmine Di Mauro e Ilaria Elberti, c’è il sospetto che durante il primo intervento si sia verificata una perforazione intestinale non riconosciuta in tempo. A rafforzare questo sospetto, secondo quanto riportato dalla famiglia, una conversazione tra un parente e un operatore sanitario della struttura, nel corso della quale la situazione clinica sarebbe stata ricondotta proprio a quella perforazione. La conversazione, si apprende, sarebbe stata registrata e consegnata agli inquirenti. È lo stesso Redina a raccontare il dramma vissuto dalla sua famiglia: “Chiedo giustizia per le mie piccole figlie. Voglio conoscere la verità e voglio che eventuali negligenze, colpe e responsabilità siano accertate. Giustizia per Angela, per me e per le mie figlie”. L’ultimo saluto alla donna è arrivato l’11 agosto nella Basilica di Sant’Antonio ad Afragola, gremita di familiari, amici e conoscenti stretti attorno al marito e ai due figli che Angela lascia. Ora la parola passa ai periti e agli inquirenti, chiamati a stabilire se la morte di Angela Salzano sia stata conseguenza di negligenze evitabili oppure di complicanze non prevedibili legate al suo quadro clinico.

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