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West Nile, Caserta tra le province a circolazione dimostrata: cosa dicono davvero i numeri

2 settimane fa

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Tredici casi confermati di West Nile in provincia di Caserta, sette dei quali nella forma neuro-invasiva, quella che può interessare il sistema nervoso centrale. È il dato aggiornato al 19 agosto contenuto nell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità. Caserta rientra tra le province con “dimostrata circolazione del WNV”, secondo la classificazione utilizzata dall’ISS.Il dato è in aumento rispetto alla settimana precedente. Al 12 agosto i casi casertani erano nove: in sette giorni sono quindi saliti di quattro, con una crescita del 44,4 per cento. Una crescita percentuale molto simile a quella di Latina, passata da 16 a 23 casi nello stesso periodo. Più marcata, invece, la crescita registrata a Milano, da 17 a 28, e Padova, da 19 a 33.Il termine “fascia rossa”, circolato in alcuni resoconti, non appartiene alla classificazione dell’ISS. Il report parla di province con dimostrata circolazione del WNV in vettori, animali e uomo. Al 19 agosto sono 60 le province interessate, distribuite in 16 Regioni. In provincia di Caserta i 13 casi sono così classificati: sette neuro-invasivi, quattro febbrili e due asintomatici individuati attraverso lo screening dei donatori di sangue. Il dato sui sette casi neuro-invasivi va però letto correttamente. Rappresentano il 53,8 per cento dei casi confermati nella provincia, ma non significa che oltre la metà delle persone infettate sviluppi una forma grave. Il sistema di sorveglianza registra infatti i casi diagnosticati e confermati, non tutte le infezioni presenti nella popolazione.In Italia i casi confermati sono 312, di cui 156 nella forma neuro-invasiva, 40 asintomatici individuati tra i donatori di sangue e 115 febbrili. I decessi sono 13. Il numero complessivo dei casi è al momento inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025, ma il virus è stato rilevato in un numero maggiore di province. Il West Nile viene trasmesso soprattutto dalla puntura delle zanzare del genere Culex. Nella maggior parte delle persone l’infezione non provoca sintomi. Quando si manifesta, può causare febbre, mal di testa, dolori muscolari e stanchezza. In una piccola parte dei casi può interessare il sistema nervoso e provocare meningite o encefalite. Il rischio di forme gravi aumenta soprattutto con l’età e in presenza di condizioni di fragilità. La prevenzione passa soprattutto dalla riduzione delle punture: repellenti sulla pelle esposta, zanzariere, abiti che coprano braccia e gambe e soprattutto l’eliminazione dei ristagni d’acqua dove le zanzare possono riprodursi. Per Caserta, dunque, il dato da tenere sotto osservazione è quello della crescita dei casi confermati, passati da nove a 13 in una settimana, all’interno di una circolazione del virus che l’ISS ha ormai dimostrato in 60 province italiane.

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