L’imbrattamento dell’antica chiesa di San Giorgio è un gesto grave, da condannare senza esitazioni. Danneggiare un luogo storico significa colpire la memoria e l’identità di tutta la comunità. Ma fermarsi alla parola “vandali” e invocare soltanto una punizione rischia di essere la risposta più facile a una domanda molto più scomoda: che cosa offre oggi Pignataro Maggiore ai suoi adolescenti?Essere adolescenti in un piccolo paese significa avere bisogno di luoghi nei quali incontrarsi, sperimentare, fare sport, leggere, suonare, creare e sentirsi parte di qualcosa. Pignataro Maggiore non dispone neppure di una biblioteca pubblica: non un semplice deposito di libri, ma uno spazio libero e sicuro dove studiare, confrontarsi e trascorrere il tempo senza essere obbligati a consumare.Ma una biblioteca, da sola, non basterebbe. Servono impianti sportivi efficienti, moderni e accessibili, attività con costi sostenibili, campetti curati e aperti, palestre, tornei e occasioni che permettano di praticare sport anche a chi non può spostarsi nei comuni vicini o sostenere spese elevate. Lo sport non è soltanto competizione: insegna regole, rispetto, collaborazione e offre un modo sano per scaricare energie e tensioni.Servono anche spazi per la musica, il teatro, la danza, la fotografia, l’arte e le nuove tecnologie; laboratori nei quali imparare un mestiere o scoprire una passione; luoghi di aggregazione che non siano soltanto bar, piazze o muretti. Servono associazioni e istituzioni capaci non solo di organizzare iniziative per i ragazzi, ma di progettarle insieme a loro, ascoltandone desideri e proposte.E poi bisognerebbe permettere ai giovani di vivere il territorio in modo diverso. Pignataro non dovrebbe essere percepita soltanto come un posto dal quale andare via, ma come uno spazio da conoscere, attraversare e trasformare. Passeggiate e percorsi in bicicletta, iniziative ambientali, giornate dedicate alla pulizia dei luoghi pubblici, visite al patrimonio storico, orti condivisi, laboratori di street art autorizzata, eventi musicali, cineforum e progetti di volontariato potrebbero offrire occasioni concrete di partecipazione.Anche l’antica chiesa di San Giorgio potrebbe diventare parte di questo percorso. Non soltanto un monumento da proteggere dietro una porta chiusa, ma un luogo da raccontare e far conoscere, coinvolgendo le nuove generazioni nella sua storia e nella sua cura. Un ragazzo che viene invitato a conoscere, valorizzare e raccontare un bene comune avrà più possibilità di sentirlo anche proprio. Spiegare un disagio non significa assolvere chi sbaglia. Significa però comprendere che, quando mancano alternative, stimoli e occasioni di partecipazione, il tempo vuoto può trasformarsi in apatia, rabbia, provocazione o ricerca di attenzione. Non sappiamo se gli autori siano adolescenti e non sarebbe corretto attribuire automaticamente a loro la responsabilità. L’accaduto, però, ci obbliga comunque a riflettere sulla condizione dei giovani del paese. Chiediamo loro di rispettare il patrimonio comune, ma dobbiamo anche domandarci quanto spazio concediamo alle loro idee, ai loro talenti e al loro bisogno di stare insieme. La chiesa di San Giorgio dovrà essere ripulita e tutelata, e chi ha sbagliato dovrà assumersi la propria responsabilità. La risposta più educativa potrebbe essere proprio quella di coinvolgere gli autori, una volta individuati, nel recupero del luogo e in un percorso di restituzione alla comunità. Le scritte sui muri vanno cancellate. Il vuoto che può averle generate, invece, va riempito , il vandalismo si combatte contrastando la povertà educativa: con una biblioteca, con lo sport, con la cultura, con l’arte, con spazi aperti e con nuove occasioni per vivere il territorio. Una comunità educa davvero quando non si limita a punire i ragazzi dopo un errore, ma offre loro, prima, possibilità migliori nelle quali investire il proprio tempo, le proprie energie e il proprio futuro.

Essere adolescenti a Pignataro Maggiore: quelle scritte interrogano anche gli adulti
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