Antonio Verde, 53 anni, coordinatore dell’isola ecologica di Grumo Nevano, è morto il primo agosto all’ospedale Moscati di Aversa dopo essersi rivolto per quattro volte al pronto soccorso di due ospedali per forti dolori addominali. Il calvario dell’uomo era iniziato negli ultimi giorni di luglio 2026, quando si era rivolto per quattro volte al pronto soccorso degli ospedali di Frattamaggiore e Aversa per un persistente mal di pancia, accompagnato da fitte all’addome e dolori alla schiena. Nonostante le visite e le cure ricevute, le condizioni di Verde non sono migliorate: la prima diagnosi indicava una banale colica intestinale, ma i sintomi hanno continuato a manifestarsi con intensità. Dopo l’ultimo accesso al pronto soccorso, il primo agosto l’uomo è stato ricoverato proprio all’ospedale Giuseppe Moscati di Aversa, dove è deceduto poche ore dopo. La causa del decesso è stata indicata in una dissezione dell’aorta addominale, una grave emergenza cardiovascolare che richiede una diagnosi tempestiva e un intervento immediato. Secondo la famiglia, i sintomi presentati da Verde avrebbero dovuto far scattare un allarme più elevato e approfondimenti diagnostici diversi rispetto alla semplice colica intestinale. Dopo il decesso, la figlia dell’uomo ha presentato una denuncia alla Procura, ipotizzando errori medici nella diagnosi e nella gestione del caso. Il pm Domenico Airoma, titolare della Procura di Napoli Nord, ha aperto un fascicolo sull’accaduto, disposto il sequestro delle cartelle cliniche degli ospedali di Frattamaggiore e Aversa e ordinato la riesumazione della salma per una nuova autopsia. L’esame autoptico è stato eseguito presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale San Giuliano di Giugliano, con periti nominati dalla Procura, e al termine degli accertamenti la salma è stata nuovamente sepolta. Gli inquirenti vogliono ora chiarire se i sintomi presentati da Verde fossero compatibili con un quadro già sospettabile di dissezione dell’aorta e se la diagnosi di colica intestinale abbia ritardato interventi che avrebbero potuto salvargli la vita. Il caso si inserisce in un periodo di forte attenzione della magistratura proprio sull’ospedale Moscati di Aversa: nello stesso mese di agosto 2026 la Procura di Napoli Nord ha infatti iscritto nel registro degli indagati quattro medici per omicidio colposo, dopo la morte di un’altra paziente, Angela Salzano, a seguito di più interventi chirurgici, alimentando ulteriori dubbi sulla gestione dei casi all’interno della struttura.

AVERSA – Muore dopo quattro accessi al pronto soccorso: la Procura apre un’inchiesta sul caso di Antonio Verde, nuove ombre sull’ospedale Moscati dopo il caso Salzano
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