Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Ciro Costagliola, presidente dell’IRVAT. L’ultimo bollettino dell’ISS, Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 29 agosto, registra 33 casi accertati di West Nile in provincia di Caserta, con un decesso. L’area di Caserta città e Casagiove resta sotto osservazione per le condizioni favorevoli alla proliferazione delle zanzare, già segnalate nei giorni scorsi. Le temperature restano comprese fra i 32 e i 35 gradi e non sono previste piogge nell’immediato, fattori che alimentano il rischio di diffusione del virus. Tra le criticità principali figura lo stato delle fontane e delle vasche della via d’Acqua, della peschiera grande e di tutti i canali del parco della Reggia di Caserta, dove la carenza di ricambio idrico ha determinato una condizione di stagnazione che favorisce la proliferazione di alghe e la diffusione delle zanzare. La situazione è stata segnalata alla direzione generale della Reggia, all’ASL di Caserta, ai Comuni di Caserta e Casagiove e al Comando Provinciale dei Carabinieri. “Ci sono due questioni da affrontare con urgenza: la verifica delle concessioni alla captazione d’acqua dall’acquedotto Carolino, che andrebbero controllate e se necessario revocate o aggiornate, e la verifica di perdite e prelievi abusivi lungo l’acquedotto, che certamente sono consistenti. Basterebbe posizionare dei venturimetri lungo i 36 chilometri dell’opera vanvitelliana per misurare perdite e furti d’acqua dovuti ad allacci abusivi”, dichiara Costagliola. Il problema della carenza idrica non è nuovo, tanto che oltre vent’anni fa il sovrintendente Gianmarco Jacobitti fece realizzare un impianto di riciclo che permetteva il sollevamento dell’acqua per alimentare la cascata. L’opera nacque già negli anni Ottanta per compensare la ridotta portata proveniente dalle sorgenti del Fizzo e le criticità legate alle concessioni lungo l’acquedotto Carolino, mai censite né controllate con precisione né nei quantitativi prelevati né negli importi corrisposti, oltre ai furti d’acqua. Il sistema consentiva di ossigenare le vasche a beneficio della fauna ittica e di contrastare la proliferazione delle alghe autotrofe. L’impianto smise di funzionare negli anni Novanta e da allora non è mai stato riattivato, nonostante le sollecitazioni arrivate da più parti. Il suo ripristino resta, secondo l’IRVAT, un intervento urgente e non più rinviabile. L’associazione chiede infine la convocazione di un tavolo in Prefettura a Caserta per affrontare la gestione dell’emergenza e il rischio di ulteriore diffusione dei casi di West Nile.

CASERTA – Sale a 33 il numero dei contagi da West Nile in provincia, un decesso: allarme per le vasche in secca alla Reggia
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