Altri cinque giovani lasciano oggi lunedì la loro terra, destinazione Nord Italia e Francia. È l’ennesimo capitolo di una storia che si ripete: i pochi posti che si rendono disponibili, spesso “al buio”, sembrano avere già un destinatario. A Sessa Aurunca, se non sei appoggiato, difficilmente vai da qualche parte. Vale ancora, dunque, il vecchio detto: “Mi manda Picone”. Si potrebbero contare i nomi, i luoghi e le motivazioni che hanno determinato certe scelte e favoritismi del passato. È quella che qualcuno definisce l’archeologia della politica: una rete di relazioni, conoscenze e vecchie logiche che riaffiorano puntualmente quando si presenta un’opportunità. E ora, con la campagna elettorale alle porte, nei salotti per bene ricominceranno le promesse. Inizia così la “Lotteria dei Picone di turno”: qualche posto, qualche opportunità, qualche promessa e spesso un destinatario che sembra essere già noto. Oggi, nell’era delle ammucchiate politiche, anche quella partita sembra essere finita. Le differenze si sono assottigliate, le contrapposizioni si sono trasformate in alleanze e le vecchie dinamiche sembrano aver trovato nuove forme per riproporsi. Nel frattempo, però, c’è un intero popolo che soffre. E soprattutto ci sono i giovani, costretti a lasciare la propria terra per cercare altrove ciò che qui non trovano: un lavoro, un’opportunità, una prospettiva. Partono per il Nord Italia, per la Francia e per altri Paesi. Tornano per le feste, quando possono. E in alcuni casi non tornano più. È questa la vera emergenza di cui bisognerebbe parlare. Perché una terra che vede partire i propri giovani e non riesce a offrire loro un motivo per tornare rischia, lentamente, di perdere il proprio futuro. E allora, alla vigilia di una nuova campagna elettorale, sarebbe forse il caso di cambiare gioco: meno promesse nei salotti e più opportunità per tutti.

SESSA AURUNCA- Vige la “Lotteria dei Picone”mentre altri 5 giovani lasciano l’ex Aurunca Felix, resta la raccomandazione
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