A pochi mesi dal rinnovo del Consiglio comunale di Sessa Aurunca si torna a parlare di rimpasto, quel cambio di squadra che il sindaco Lorenzo Di Iorio è riuscito a evitare per ben quattro anni di mandato. Questa volta, però, le voci che circolano con insistenza in città raccontano di una spinta arrivata direttamente da fuori palazzo. A chiedere un ritocco alla giunta sarebbe stato l’ex presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero. Come da copione, la testa che si vorrebbe far cadere è sempre la stessa, quella del vicesindaco Italo Calenzo, ma su questo punto Di Iorio non sembra intenzionato a cedere di un millimetro. Sempre secondo le indiscrezioni di corridoio, il primo cittadino avrebbe sì accettato l’idea di una sforbiciata, ma dirottando le modifiche su un altro nome dell’area olivierana, l’assessore Lorenzo Fusco, lasciando del tutto intatte le deleghe importanti e la vicesindacatura. A ben guardare la logica non fa una piega, è difficile pensare che la tenuta dell’amministrazione dipenda da un assessore che in quattro anni non ha lasciato grandi tracce del proprio operato. Una proposta che non ha convinto Oliviero, che l’ha giudicata debole proprio per il ridotto peso politico delle deleghe in gioco. Ed è qui che si inserisce la seconda indiscrezione, quella più interessante, il nome che l’ex presidente pare vorrebbe inserire in giunta sarebbe infatti quello del suo secondogenito, Giuseppe Oliviero. Una mossa che farebbe da trampolino di lancio in vista della candidatura al consiglio comunale della prossima primavera. Sempre che papà Gennaro non decida all’ultimo momento di fare marcia indietro, come già accaduto in passato, per lasciare spazio al suo fedelissimo Ciro Marcigliano. Va detto, per chiarezza, che il giovane Oliviero una possibilità nella politica locale se la sarebbe meritata da tempo, ma il padre non gliel’ha mai data davvero. Alle scorse elezioni è andata in scena una scelta particolare, Oliviero senior decise di non candidare il figlio e puntò ancora una volta tutte le schede su Marcigliano. In questo modo penalizzò persino il candidato sostenuto da Giuseppe, che finì per non fare una bella figura. Risultato? Ha bloccato il percorso del figlio e ha rinunciato alla certezza di eleggere almeno altri due consiglieri comunali, tutto solo per far fare il pieno di preferenze a Marcigliano. Una decisione strana, se si pensa che in aula il voto di un consigliere vale sempre uno, a prescindere dai voti con cui viene eletto. Riuscirà stavolta il rampollo di casa Oliviero a liberarsi dall’ombra di Marcigliano e a prendersi finalmente lo spazio che il padre gli ha sempre promesso senza mai concederlo?

EDITORIALE | Clima da rimpasto a Sessa Aurunca, Di Iorio non molla Calenzo, Oliviero spinge il figlio ma resta sempre l’ombra di Marcigliano
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