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di resta marino
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SESSA AURUNCA- Dimenticato il maresciallo eroe dei carabinieri Marino Di Resta, ucciso 30 anni fa, a Pescara però si commemora 

2 giorni fa

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Oggi ricorre il 30° anniversario della morte del Maresciallo Capo dei Carabinieri Marino Di Resta, ucciso a Pescara durante un conflitto a fuoco con alcuni rapinatori. Nella città abruzzese si è tenuta una cerimonia per ricordare il carabiniere che sacrificò la propria vita nell’adempimento del dovere. Ma mentre Pescara rinnova la memoria di Marino Di Resta, a Sessa Aurunca, sua città natale, il trentesimo anniversario sembra essere passato nel silenzio. A Sessa, così come nella frazione di Ponte, esistono luoghi che ricordano il maresciallo: una lapide in suo onore e la caserma dei Carabinieri intitolata al suo nome. Solo i militari della benemerita sessana si sono presi il pensiero di ricordarlo sempre con fiori freschi e lumi tutto l’anno davanti la lapide in caserma. Non è una polemica. È una constatazione. È la realtà dei fatti, per chi ritiene che la memoria di un uomo morto per salvare un collega e compiere fino in fondo il proprio dovere meriti almeno un segno di attenzione nella sua città d’origine.

Quel giorno a Pescara

Marino Di Resta era in servizio quando, insieme a un collega, riuscì a rintracciare quattro malviventi ritenuti responsabili di una rapina a mano armata ai danni di un commerciante. I due militari si trovarono ad affrontare una situazione di evidente inferiorità numerica. Di Resta, tuttavia, non esitò ad affrontare i rapinatori per impedirne la fuga. Durante il conflitto a fuoco, il maresciallo venne colpito più volte. Quando si accorse che il collega era sul punto di essere sopraffatto dai malviventi, uscì allo scoperto per tentare di salvarlo, esponendosi al fuoco degli aggressori. Quel gesto gli costò la vita, ma permise di salvare quella del collega e contribuì all’identificazione e alla cattura dei quattro rapinatori, al recupero della refurtiva e al sequestro di numerose armi e munizioni. Per il suo coraggio, il suo altruismo e il senso del dovere dimostrato in quei drammatici momenti, Marino Di Resta è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il dolore della figlia Velia

A distanza di trent’anni, resta anche la voce della figlia Velia, che ha raccontato il dolore per la perdita del padre e il modo in cui ha scelto di affrontare quella tragedia. “Quel giorno ha mantenuto fede al suo impegno”, ha ricordato. E alla domanda sulla possibilità di incontrare o parlare con gli assassini del padre, la sua risposta è stata netta: “Non voglio parlare con i suoi assassini. Non esiste la giustizia terrena: qualsiasi atto non mi ridà mio padre vivo”. Parole che restituiscono alla vicenda non soltanto la figura del militare decorato, ma soprattutto quella di un padre, di un marito, di un uomo la cui vita è stata spezzata mentre cercava di proteggere un collega.

Una memoria che non dovrebbe essere dimenticata

Pescara dove prestava servizio ha ricordato Marino Di Resta con una cerimonia. E Sessa Aurunca? Nella sua città natale esistono una lapide e una caserma dei Carabinieri che portano il suo nome. Sono simboli importanti, ma la memoria non vive soltanto nelle targhe e nelle intitolazioni. Un fiore, una cerimonia, un momento di raccoglimento possono sembrare poca cosa. Per una famiglia che ha perso un padre e per una comunità che ha dato i natali a un uomo insignito della più alta onorificenza militare al valore, possono invece rappresentare un modo concreto per dire: non ti abbiamo dimenticato. Oggi, nel 30° anniversario della sua morte, sarebbe stato naturale aspettarsi che anche Sessa Aurunca rendesse omaggio a Marino Di Resta. Perché dimenticare un uomo che ha dato la propria vita per il dovere significa rischiare di perdere anche una parte della memoria della propria comunità. Marino Di Resta non è soltanto il nome di una caserma o quello inciso su una lapide. È un figlio di Sessa Aurunca. Ed è soprattutto un Carabiniere che, quel giorno, scelse di non tirarsi indietro.

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