Oggi: 18 Set, 2026
cancello ed arone
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CANCELLO ED ARNONE – Villa comunale e Piazza Mercato senza copertura finanziaria, il debito supera i 20 milioni e gli indennizzi continuano a crescere

24 minuti fa

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La vicenda della Villa comunale e di Piazza Mercato presenta un conto pesante per Cancello ed Arnone e mette ancora una volta in discussione il modo in cui il Comune ha gestito due aree occupate senza averne completato l’acquisizione. Il Consiglio comunale ha scelto di acquisire i terreni e di non restituirli alla proprietà ma la decisione rischia di restare soltanto sulla carta perché mancano i soldi necessari. A dirlo senza mezzi termini è la Commissione straordinaria di liquidazione presieduta da Antonio Montano e composta da Fabio Giombini e Giovanni Marrone. Le perizie affidate dal Comune all’architetto Giovanni Raimondo stimano 456.946,88 euro per la Villa comunale e 427.798,13 euro per Piazza Mercato. In totale servirebbero 884.745,01 euro ma nel piano di estinzione risultano accantonati soltanto 693.634 euro. Mancano quindi già 191.111,01 euro e il divario potrebbe aumentare dopo una nuova valutazione. La Commissione infatti non ritiene sufficientemente solida la stima comunale di 25 euro al metro quadrato. Il valore è stato ricavato da un parametro fiscale deciso dallo stesso Comune e le perizie non riportano confronti concreti con il mercato. La proprietà chiede 80 euro al metro quadrato mentre la proposta conciliativa formulata nel giudizio davanti alla Corte di Appello di Napoli si basa su 40 euro al metro quadrato. Per questo sarà nominato un tecnico terzo che dovrà verificare i conteggi e accertare anche da quando sia iniziata l’occupazione senza titolo. Mancano inoltre documenti importanti come il verbale di immissione in possesso e la delibera di approvazione del progetto. Non si tratta di dettagli perché per ogni anno di occupazione continua a maturare un indennizzo pari al cinque per cento. Il quadro finanziario è ancora più grave. La procedura di liquidazione registra debiti ammessi per 28.862.952,72 euro e risorse residue per 8.570.281,70 euro. Il buco supera così i 20 milioni di euro. Il Comune ha indicato come possibile copertura eventuali risorse della seconda procedura di dissesto ma si tratta di fondi futuri e condizionati che al momento non sono disponibili. Tutto dipenderebbe anche dall’accettazione della proposta transattiva al quaranta per cento da parte di tutti i creditori. Una speranza non può però essere presentata come una copertura certa. Senza il pagamento o il deposito dell’indennizzo le aree non diventano proprietà comunale e l’occupazione senza titolo continua. Il risultato è paradossale. Il Comune decide di acquisire i terreni ma non mette a disposizione le somme necessarie e intanto il conto cresce a danno delle casse pubbliche. La Commissione ha concesso altri novanta giorni e ha chiesto all’Ente documenti e risposte concrete entro trenta giorni. Dopo anni di procedure e due dissesti non bastano più delibere fondate su risorse ipotetiche. Servono soldi realmente disponibili e una spiegazione chiara ai cittadini su chi abbia permesso che due opere pubbliche restassero per tanto tempo su terreni mai regolarmente acquisiti.

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