La Giunta comunale di Pignataro Maggiore ha deciso di costituirsi nel giudizio che riguarda il sindaco Cesare Cuccaro e ha stanziato 5.557,78 euro per le spese legali. La decisione è stata assunta il 15 settembre, con quattro voti favorevoli su quattro presenti.
Il sindaco Cesare Cuccaro non ha partecipato alla votazione. Hanno votato a favore il vicesindaco Barbaro e gli assessori Dorotea Fucile, Antonio Magliocca e Arianna Marra.
La vicenda nasce dal ricorso presentato da un cittadino elettore, indicato negli atti con le iniziali C. R., depositato al Comune il 27 luglio e rivolto al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il ricorrente chiede di verificare se esistano motivi che rendano Cuccaro incompatibile con la carica di sindaco e, in caso affermativo, di dichiararne la decadenza.
Secondo quanto riportato nella delibera della Giunta, nel ricorso vengono sollevate questioni relative a canoni enfiteutici, particelle catastali e precedenti atti dell’ente. L’udienza è fissata per il 22 ottobre alle 13.
La maggioranza sostiene che il Comune debba difendersi perché il ricorso riguarda anche la delibera con cui il Consiglio comunale, il 4 giugno, ha convalidato gli eletti. Inoltre, la vicenda coinvolge atti e interessi economici dell’ente. Per questo, secondo la Giunta, il Comune avrebbe un interesse proprio a partecipare alla causa, diverso da quello personale del sindaco.
Il Comune sarà assistito dall’avvocato Antonio Romano, con studio ad Aversa, al quale l’incarico è stato affidato con determinazione del 25 settembre. La scelta di difendersi personalmente resterà invece al sindaco.
La minoranza sostiene una tesi opposta. In un’istanza datata 28 settembre, i consiglieri chiedono di annullare la delibera della Giunta e l’incarico affidato all’avvocato. Secondo loro, il Comune non avrebbe motivo di costituirsi nel giudizio e dovrebbe essere chiarito a quale titolo l’ente intenda partecipare alla causa.
La minoranza ritiene infatti che la comunicazione del ricorso al Comune avesse soltanto lo scopo di informare l’ente. Da qui la contestazione della spesa di 5.557,78 euro, considerata dai consiglieri un uso ingiustificato di denaro pubblico.
I consiglieri contestano anche la distinzione fatta dalla Giunta tra la difesa del Comune e quella del sindaco. A loro giudizio, difendere la posizione del Comune significherebbe comunque sostenere la permanenza di Cuccaro alla guida dell’ente. Per questo parlano di una difesa indiretta del sindaco. La minoranza sostiene inoltre che anche gli assessori avrebbero dovuto astenersi, perché la loro permanenza in carica dipenderebbe da quella del sindaco.
Nell’istanza, i consiglieri tornano anche sulla convalida degli eletti approvata dal Consiglio il 4 giugno. Spiegano di aver votato sulla base di quanto riferito in aula dal segretario comunale, dopo aver consegnato le proprie contestazioni per iscritto prima della seduta. Secondo la loro ricostruzione, quel voto non avrebbe cancellato le contestazioni già presentate.
Le due posizioni, dunque, restano distinte: la maggioranza ritiene che il Comune abbia un interesse autonomo a difendersi; la minoranza considera invece la costituzione in giudizio e la spesa per l’avvocato non giustificate.

