I consiglieri comunali di minoranza di Pignataro Maggiore hanno inviato un’istanza, datata 28 settembre, di annullamento in autotutela della delibera di Giunta n. 49 del 15 settembre 2026 e della determinazione n. 625 del 25 settembre 2026. Gli atti riguardano la costituzione del Comune nel procedimento ex articolo 70 del Testo unico degli enti locali sulla presunta incompatibilità del sindaco Cesare Cuccaro, pendente davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (R.G. n. 4388/2026). Secondo quanto riportato nell’istanza, con la delibera la Giunta ha autorizzato la costituzione ritenendo che il ricorso coinvolga “direttamente atti, attestazioni, procedimenti e interessi patrimoniali del Comune”, mentre la determinazione ha affidato l’incarico a un legale esterno precisando che il mandato riguarda “esclusivamente la tutela dell’Ente, distinta dalla difesa personale del Sindaco resistente”. La minoranza contesta la scelta e richiama l’ordinanza della Cassazione n. 30006 del 30 ottobre 2023. Secondo i consiglieri, la pronuncia avrebbe ribadito che nei giudizi sulla spettanza della carica la domanda va proposta non contro il Comune, ma contro il soggetto che subentra per legge nella carica. Per la minoranza, quindi, l’ente non avrebbe interesse a partecipare per difendere la legittimità di un proprio atto.“Il Comune non è parte necessaria”, scrivono i consiglieri, secondo i quali la controversia riguarda “la spettanza della carica e non la legittimità di un atto dell’ente in senso amministrativo”. Da qui la contestazione alla Giunta, che avrebbe disposto la costituzione “in difetto del presupposto legittimante”. La minoranza contesta anche la spesa per il legale: se, come sostiene, il Comune non è legittimato a partecipare al giudizio, mancherebbe “l’interesse pubblico concreto e attuale” a sostenere la spesa e l’attività difensiva. Nell’istanza viene inoltre sostenuto che la costituzione del Comune, anche se formalmente distinta dalla difesa personale del sindaco, avrebbe comunque l’effetto di tutelarne indirettamente la permanenza in carica. La minoranza contesta anche la partecipazione degli assessori alla decisione e richiama l’obbligo di astensione previsto dall’articolo 78, comma 2, del Tuel, sostenendo che l’eventuale decadenza del sindaco comporterebbe anche quella della Giunta. I consiglieri chiedono quindi l’annullamento della delibera n. 49 e della determinazione n. 625, con la revoca degli effetti dell’incarico legale. In alternativa, chiedono alla Giunta di spiegare le ragioni della costituzione, l’interesse pubblico perseguito e la legittimazione del Comune a partecipare al giudizio. “In un’epoca in cui la corsa all’opinione facile pur di ritagliarsi qualche secondo di visibilità sembra essere diventata la regola, si perde del tutto l’abitudine di fare la cosa più semplice e fondamentale: leggere le carte”, ha affermato Vincenzo Romagnuolo, che guida il gruppo di minoranza. E ancora: “Prima di stravolgere la realtà per raccogliere due like, sarebbe auspicabile andare a verificare cosa è stato realmente contestato nel merito”.

Incompatibilità del sindaco Cuccaro, la minoranza chiede di annullare delibera e incarico legale
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