A Sessa Aurunca c’è un consigliere comunale che nessuno sa più dove collocare. Si chiama Mario Truglio, è subentrato in consiglio dopo le dimissioni di Alberto Verrengia e siede sotto la bandiera di Generazione Aurunca, l’associazione nata per denunciare le storture amministrative e che per anni si è messa di traverso a tutte le amministrazioni. Maggioranza o opposizione? Ad oggi la risposta non è chiara a chi segue i lavori dell’aula, e forse nemmeno a lui. Il subentro nasce da una staffetta decisa prima del voto, un accordo preelettorale che prevedeva proprio questo passaggio di consegne. Sul piano formale tutto regolare. Sul piano politico resta da capire quale mandato Truglio abbia ricevuto con quel seggio, quello di una opposizione senza sconti, come Generazione Aurunca aveva abituato i cittadini, oppure un altro. Di certo la linea è cambiata. Verrengia, che per anni è stato il paladino delle denunce, ha esaurito quella spinta e si è fermato su una posizione statica, lontana dall’opposizione serrata di un tempo. Al posto delle battaglie è arrivato un silenzio che in politica parla più di qualsiasi comunicato. Che cosa sia successo lo dicono i fatti più delle chiacchiere. Verrengia ha un incarico come componente dell’osservatorio della Sogin, un ruolo che gli è stato offerto dal deputato Gianpiero Zinzi. Un impegno che a sentire in giro richiede poco, a fronte di un riconoscimento economico consistente. Dopo anni di opposizione senza sconti, la coincidenza temporale tra l’arrivo dell’incarico e il calo della spinta battagliera è almeno curiosa. Resta una domanda che i cittadini hanno il diritto di porsi, quell’incarico ha frenato la spinta oppositrice di Generazione Aurunca? E, se il freno è stato tirato, è stato tirato per scelta personale o per volontà di chi quell’incarico lo ha messo a disposizione, cioè proprio Zinzi? Oppure c’è un’altra lettura, che con i compensi c’entra poco e molto con i calcoli politici. A Verrengia potrebbe tornare più comodo un sindaco come Lorenzo Di Iorio, troppo ancorato a una politica stantia, accanto al quale un uomo molto social e smart come lui emerge senza fatica. Con Antonio Fusco il discorso cambierebbe, giovane, con un metodo più moderno e a passo con i tempi, gli toglierebbe quello spazio di visibilità che oggi si è ritagliato. Sono interrogativi, non accuse, ma la politica ha insegnato che a pensar male spesso non si sbaglia. Del resto, pecunia non olet, il denaro non ha odore. Un odore, a volte, ce l’ha la coerenza che si perde per strada. Truglio, per chi lo conosce, è un bravo ragazzo, e a quanto si dice subirebbe l’influenza di Verrengia. Anche lui avrebbe tirato il freno a mano nei confronti dell’amministrazione comunale. Sul suo percorso pesa poi un dettaglio geografico che in politica locale vale più di un programma, Truglio è originario di Carano, la stessa frazione di Fusco. Fusco è considerato il candidato più probabile a sfidare il sindaco uscente Di Iorio alle prossime amministrative. Il popolo caranese difficilmente accetterebbe a cuor leggero una contrapposizione tra un suo figlio e Fusco, e Truglio lo sa. Il risultato è un consigliere stretto tra l’eredità di Generazione Aurunca, la vicinanza a Fusco e le convenienze del momento. Una cosa è certa, chi ha passato anni a denunciare le storture amministrative oggi, per una nomina e un po’ di silenzio, rischia di ritrovarsi con un curriculum impeccabile e una reputazione in saldo. E il posto vuoto all’opposizione, alla fine, non è quello di Truglio. È quello di Generazione Aurunca.

EDITORIALE – Truglio, il consigliere senza collocazione: Generazione Aurunca perde la voce da oppositrice. L’incarico Sogin di Zinzi a Verrengia ha frenato la sua spinta o gli conviene un Di Iorio che non gli toglie la scena come farebbe Fusco?
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