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santo acutis e il papa
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San Carlo Acutis, oggi si celebrano i vent’anni senza il giovane “influencer di Dio”

4 giorni fa

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Il 12 ottobre 2006 moriva a soli 15 anni il ragazzo diventato simbolo di una fede capace di parlare anche attraverso internet. Dalla malattia alla beatificazione, la sua testimonianza continua a raggiungere le nuove generazioni. Sono trascorsi vent’anni dalla morte di San Carlo Acutis, il giovane che ha saputo unire la fede cristiana al linguaggio delle nuove tecnologie, diventando per molti l’“influencer di Dio”. Aveva appena 15 anni quando, il 12 ottobre 2006, si spense dopo aver affrontato una forma particolarmente aggressiva di leucemia. Nell’ottobre del 2006, il ragazzo si ammalò di leucemia mieloide acuta di tipo M3. Le sue condizioni peggiorarono rapidamente: la morte cerebrale venne dichiarata l’11 ottobre, mentre il cuore cessò di battere il giorno successivo. La notizia della sua scomparsa suscitò dolore tra familiari, amici e quanti avevano avuto modo di conoscere la sua sensibilità e la sua profonda spiritualità.I funerali furono celebrati il 14 ottobre 2006 nella chiesa di Santa Maria Segreta, a Milano. In un primo momento, la salma venne sepolta nella tomba di famiglia a Ternengo, nel Biellese. Nel febbraio 2007 fu poi trasferita nel cimitero comunale di Assisi, città alla quale Carlo era particolarmente legato e dove aveva espresso il desiderio di riposare, ispirato dalla figura di San Francesco. La sua fama di santità si diffuse progressivamente, accompagnata da testimonianze di grazie attribuite alla sua intercessione. Un passaggio decisivo arrivò il 21 febbraio 2020, quando papa Francesco riconobbe il miracolo necessario per la beatificazione. Il caso riguardava la guarigione di Matheus, un bambino brasiliano di sei anni affetto da una rara anomalia congenita del pancreas, per il quale era stata invocata l’intercessione del giovane Carlo.A rendere speciale la figura di Acutis è anche il modo in cui ha vissuto la propria fede. Appassionato di informatica, utilizzò le competenze digitali per realizzare progetti dedicati alla religione, dimostrando che internet poteva diventare uno strumento di evangelizzazione e non soltanto uno spazio di intrattenimento. Da qui il soprannome di “influencer di Dio”, che riassume la sua capacità di raggiungere gli altri attraverso mezzi vicini alla vita quotidiana delle nuove generazioni.Il suo pensiero è racchiuso in frasi diventate celebri. Papa Francesco amava ricordare ai giovani le parole di Carlo: «Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie», un invito a non rinunciare alla propria unicità e a vivere con consapevolezza le proprie scelte. Anche papa Leone ha richiamato un altro dei suoi motti più significativi: «Non io, ma Dio», poche parole che esprimono il desiderio di mettere il Signore al centro della propria esistenza.A vent’anni dalla sua scomparsa, San Carlo Acutis resta una figura capace di superare le distanze generazionali. Il suo esempio ricorda che, anche in un mondo sempre più digitale, la fede può trovare nuove strade per incontrare le persone e che una vita breve può lasciare un segno destinato a durare nel tempo.

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