Si è svolta lunedì 12 ottobre a Maddaloni l’iniziativa “Memoria Viva, Viva la Memoria”, sessione itinerante della II Commissione Speciale Anticamorra del Consiglio Regionale della Campania, presieduta da Vincenzo Santangelo. Per la prima volta la Commissione ha lasciato le sedi istituzionali di Napoli per dare il via al progetto “La Commissione Anticamorra sul territorio contro la camorra per la legalità”, partendo dalla città del suo presidente. La giornata era dedicata a Franco Imposimato, sindacalista, ambientalista e appassionato di archeologia, ucciso l’11 ottobre 1983 in una vendetta trasversale per colpire il fratello, il giudice Ferdinando Imposimato, nel 43° anniversario dell’omicidio. Due le tappe, l’istituto comprensivo intitolato a Franco Imposimato, diretto dalla dirigente Annalisa Lombardi, e la Fondazione Villaggio dei Ragazzi. Erano presenti l’intera Commissione, con il vicepresidente Giorgio Zinno e i componenti Ira Fele, Raffaele Aveta e Massimo Pelliccia, i deputati Marco Cerreto e Gimmi Cangiano, il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo, il presidente della Provincia Anacleto Colombiano e Marcella Suma, presidente di Corte d’Assise, in rappresentanza della presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Per le forze dell’ordine hanno partecipato il maggiore della Guardia di Finanza Marco Foladore, il tenente colonnello del Reparto Biodiversità dei Carabinieri Marilena Scudieri e il comandante della stazione dei Carabinieri di Maddaloni Domenico Di Carluccio. Presenti anche il commissario di Maddaloni Antonio Magno, il gruppo dirigente della Uil guidato dal segretario di Caserta Pietro Pettrone, il direttore di Coldiretti Giuseppe Miselli, il presidente del consorzio di bonifica del Basso Volturno Francesco Todisco e il magistrato maddalonese Eugenio Forgillo, presidente di sezione della Corte d’Appello di Napoli. In sala c’erano il figlio di Franco Imposimato, Filiberto Imposimato, i vertici della Fondazione e centinaia di studenti. Nel suo intervento Santangelo ha ricordato la vittima: “Franco amava il suo lavoro e la sua terra. Avrebbe potuto avere la scorta per i pericoli che correva. L’ha rifiutata. Non credeva che la barbarie umana potesse arrivare a tanto. La sua colpa? Essere un presidio di dignità e di onestà. Sono passati 43 anni ma ricordo come se fosse ieri quel terribile giorno. Franco Imposimato era un amico di mio padre”. Il presidente ha poi chiesto alla platea di alzarsi per un applauso alla memoria di Franco e Ferdinando Imposimato, alla presenza di Filiberto, che con il fratello Giuseppe ha raccolto l’eredità morale del padre. Sul significato della trasferta ha dichiarato: “Oggi la Commissione Anticamorra compie un passo storico, esce dai palazzi istituzionali. Lo Stato deve presidiare le strade, deve abitare i territori e deve saper guardare negli occhi le proprie comunità”. Nel corso della mattinata, all’istituto comprensivo Franco Imposimato, con alunni, docenti, dirigenza e il supporto del Reparto Carabinieri Biodiversità, è stata messa a dimora la Talea di Falcone, l’alberello ottenuto dal Ficus di via Notarbartolo a Palermo, davanti all’abitazione del giudice Giovanni Falcone. Il gesto segna l’avvio del Bosco diffuso della legalità in Campania. Subito dopo gli studenti hanno acceso la fiaccola della legalità. Santangelo ha ringraziato la dirigente Lombardi e i ragazzi, che si sono esibiti in un momento musicale, e ha concluso: “La memoria o è viva, o non è. E per essere viva deve trasformarsi in azione quotidiana. Ricordare Franco Imposimato davanti a centinaia di giovani significa lanciare un messaggio chiaro: la camorra, anche con la violenza, non può uccidere voci libere, la cultura, la legalità”.

MADDALONI – La Commissione Anticamorra della Regione esce per la prima volta dai palazzi di Napoli e tiene la seduta itinerante nel ricordo di Franco Imposimato, piantata la Talea di Falcone alla scuola che porta il suo nome
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