
Con una sentenza di assoluzione piena, il Tribunale ha riaffermato un principio cardine del nostro ordinamento: il diritto di cronaca, esercitato nel rispetto della verità e dell’interesse pubblico, costituisce un pilastro della democrazia e non può essere oggetto di censura giudiziaria. La vicenda che ha coinvolto il giornalista Salvatore Minieri si conclude con il riconoscimento dell’infondatezza delle accuse e con la piena legittimazione dell’attività giornalistica svolta nel rispetto delle regole e delle finalità costituzionali.
*COMUNICATO STAMPA**

GIORNALISTA ASSOLTO: IL DIRITTO DI CRONACA NON SI PROCESSA*
Ennesima assoluzione per il giornalista d’inchiesta *Salvatore Minieri*, che era stato citato in giudizio da alcuni imprenditori operanti nel settore alimentare-commerciale durante il periodo più critico della pandemia da COVID-19.Minieri, nel pieno del suo dovere di cronista, aveva *lanciato un allarme pubblico* rivolto alle istituzioni sanitarie e politiche, chiedendo *verifiche rigorose* su attività che apparivano, fin da subito, discutibili sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene. Le sue inchieste, documentate e puntuali, avevano anticipato *criticità poi confermate anche da accertamenti ufficiali*.
Dopo cinque anni di processo, il Tribunale ha stabilito che “il fatto non sussiste”*, assolvendo con formula piena Minieri e restituendo piena dignità al suo lavoro giornalistico.Fondamentale, in questa lunga e complessa vicenda giudiziaria, il supporto legale degli *avvocati Alessandra Iacono e Fabio Scala* del Foro di Santa Maria Capua Vetere, che hanno seguito l’intero iter processuale con competenza e determinazione.

