Oggi: 03 Mag, 2026

SESSA AURUNCA /PADOVA – Con 39 di febbre salva il suo ultimo paziente, pur sapendo che era alla fine. A Padova l’ultimo saluto al professor Rea, nato a Sessa Aurunca

10 mesi fa
LOGO CONAD

0:00

Ha salvato un paziente pochi giorni prima di morire. Il professor Federico Rea, uno dei più grandi chirurghi toracici italiani, ha affrontato un intervento delicato con 39 di febbre. Era il 4 luglio. Sapeva che le sue condizioni erano gravi, ma anche che solo lui poteva tentare di salvare quell’uomo: un settantenne con una fistola tracheo-esofagea. L’ha fatto. Il paziente è uscito dalla rianimazione guarito. Rea è morto pochi giorni dopo, nella Terapia intensiva del Policlinico di Padova, diretta dal collega Paolo Navalesi. Fino all’ultimo ha lavorato con impegno, nonostante il corpo segnato da una malattia rara e aggressiva. Prima la cuffietta nera a coprire la testa calva per via delle terapie, poi i capelli corti, il viso più magro. Ma sempre il solito sorriso. Sempre la stessa passione, la stessa gentilezza, la stessa autorevolezza. Ha continuato a operare, a insegnare, a prendersi cura degli altri. Ieri si sono tenuti i funerali a Padova. Colleghi, studenti, pazienti e amici lo hanno salutato per l’ultima volta. Rea aveva 66 anni. Era ordinario di Chirurgia toracica all’Università di Padova e trapiantologo polmonare. In carriera ha eseguito oltre 4.000 interventi e centinaia di trapianti. Era nato a Sessa Aurunca, nella frazione di Avezzano, dove vivono ancora i suoi parenti. E proprio da Sessa arriva in queste ore il ricordo commosso di tanti amici che lo ricordano in gioventù. La città è orgogliosa di aver dato i natali a un genio della chirurgia, che ha portato la sua competenza e la sua umanità ben oltre i confini italiani.

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Latest from Blog

Testata del gruppo:

panorama editori