Oggi: 03 Mag, 2026

SESSA AURUNCA – Pronto soccorso riaperto al San Rocco: il minimo sindacale, non un traguardo…e i dirigenti applaudono

10 mesi fa
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Il nuovo pronto soccorso dell’ospedale San Rocco è stato inaugurato. A festeggiare, raggiante, il direttore sanitario dell’Asl Caserta, Amedeo Blasotti, e la direttrice dell’ospedale, Antonella Foglia. L’hanno definito “un grande successo”. Ma il loro ottimismo suona stonato. Sono serviti mesi per ristrutturare un pronto soccorso, lasciando i pazienti in attesa nella vecchia sala d’ingresso. Senza privacy, tra caos e disagi. Altrove,  ad esempio in Cina, in situazioni di emergenza si costruiscono ospedali completi in una settimana. Quindi, non è ammissibile parlare di “successo” per un’operazione così lenta. Blasotti e Foglia non hanno riconosciuto tali criticità. Hanno celebrato la riapertura come un grande passo avanti, invece di ammettere che i tempi sono stati “biblici” e inaccettabili. È il minimo, non un traguardo. La struttura è stata definita un “ospedale di frontiera”, ma sul campo si è assistito a un depotenziamento palese: chiusura del punto nascita, ginecologia e pediatria. Migliaia di partorienti hanno optato per il privato, causando un calo delle nascite ben al di sotto delle soglie di legge. Adesso quei reparti non ci sono più. Il Comitato “San Rocco Bene Comune” e sindacati come CGIL e NurSind hanno denunciato carenze importanti: ritardi nei cantieri, mancanza di medici internisti (ben sette) e trenta infermieri, problemi nelle sale operatorie e radiologia   . Hanno chiesto le dimissioni dei vertici Asl, compresi Blasotti e Foglia. Invece di autocritica, i due dirigenti hanno preferito sorrisi e frasi di rito, come se la sanità pubblica locale non fosse in fase di smantellamento. Nulla su come recuperare i servizi persi o bloccare l’emorragia di pazienti verso il privato. Il pronto soccorso riaperto va salutato. Ma senza retorica: è il minimo. Blasotti e Foglia avrebbero dovuto ammettere i ritardi, riconoscere i disservizi e annunciare un piano per ripristinare i reparti tagliati. Invece hanno scelto la via dell’autocompiacimento, ignorando le proteste dei cittadini e degli operatori sanitari.

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