
Manifestazione cittadina per chiedere la riapertura del reparto maternità dell’ospedale San Rocco. Una battaglia che riporta al centro il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
Il punto nascita dell’ospedale di Sessa Aurunca è stato già chiuso. E oggi la piazza ha chiesto, con forza, che venga riaperto. Non è solo una questione locale. È qualcosa che riguarda tante zone dell’interno, dove i tagli alla sanità pesano più che altrove. Dove le distanze dai grandi ospedali diventano un rischio concreto, soprattutto per chi deve partorire. La partecipazione è stata enorme. Sembrava di essere tornati al 1987, quando la gente scese in piazza per ottenere la riapertura dell’ospedale San Rocco. Allora c’era il vescovo Raffaele Nogaro. Oggi a guidare la protesta è stato l’attuale vescovo della diocesi, Monsignor Giacomo Cerulli. È stato lui l’unico a prendere il microfono, ribadendo che la manifestazione non aveva una connotazione politica. Ma la politica si è fatta vedere lo stesso. In prima linea il presidente del consiglio regionale Gennaro Oliviero, che ha parlato con i giornalisti, visto che in piazza non ha potuto farlo. Diversi i sindaci e rappresentanti di essi presenti, ma molti si sono fermati a metà del corteo. Anche il sindaco di Sessa Aurunca non ha seguito fino alla fine. L’unico a restare fino all’ultimo, con la fascia tricolore, è stato Armando Fusco, sindaco di Riardo. Un gesto molto apprezzato dagli organizzatori. Tanti gli striscioni duri contro la gestione della sanità. Segno di una rabbia profonda, di una comunità che si sente messa da parte. E che chiede semplicemente di non dover fare decine di chilometri per far nascere un figlio. Il popolo ha commentato: “stasera abbiamo celebrato il funerale della politica”.







