
La Corte dei Conti ha condannato in primo grado il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al risarcimento di 609.000 euro per danno erariale legato alle cosiddette Covid Card, le tessere regionali distribuite tra agosto e novembre 2021 per attestare l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19. Secondo i giudici contabili, le card rappresentavano un inutile duplicato del Green pass nazionale, introdotto ufficialmente il 6 agosto 2021. La spesa totale per la produzione delle tessere fu superiore a 3 milioni di euro, ma la maggior parte restò inutilizzata nei depositi delle ASL. Inizialmente il danno stimato era di 3,7 milioni, poi ridimensionato nella sentenza di primo grado. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno coinvolto anche altri membri dell’unità di crisi regionale, poi prosciolti. Nonostante le polemiche iniziali, la Regione Campania ha avviato una nuova distribuzione delle stesse card nel 2025, collegandole a un progetto PNRR sui servizi digitali, tramite la società Ifel. Anche questa iniziativa è finita sotto la lente delle Fiamme Gialle, sollevando nuove critiche da parte dell’opposizione che parla di un “ennesimo spreco”. De Luca ha annunciato ricorso, difendendo la scelta delle card come “una misura di tutela in un momento di incertezza normativa e sanitaria”. I suoi legali contestano la sentenza, definendola “non coerente con gli atti dell’istruttoria”. Il governatore ha parlato di “reato di efficienza”, rivendicando l’intento di anticipare le norme nazionali. Il caso resta aperto, tra rilievi contabili, polemiche politiche e un ricorso in arrivo.



