ROMA – È il giorno del sì per Edmondo Cirielli. Il viceministro degli Esteri, storico volto della destra campana, si è sposato lo scorso 4 agosto con la ginecologa e dirigente ministeriale Maria Rosaria Campitiello. E lo ha fatto in grande stile, ma con quella punta di stile “tosto” che da sempre lo accompagna: chiesa sconsacrata, celebrante d’eccezione (Ignazio La Russa in persona) e un ricevimento sobrio ma denso di significati politici e simbolici. La sposa è arrivata tra gli archi secolari della chiesa di Santa Maria in Tempulo, a pochi passi dalle Terme di Caracalla, mentre un sassofonista intonava “How Deep is Your Love” dei Bee Gees. Applausi, sorrisi, e l’immancabile presenza di tutta la destra istituzionale romana: Lollobrigida, Schillaci, La Russa, e una nutrita pattuglia di uomini e donne d’area.

Ma Cirielli, tra un brindisi e l’altro, non stacca mai del tutto la spina. Originario di Nocera Inferiore, classe 1964, cresciuto a pane e tricolore, il neo-sposo è pronto a tornare più presente che mai sulla scena politica campana. Se qualcuno si illudeva che le nozze l’avrebbero addolcito, si sbaglia di grosso: l’uomo che ha presieduto la Provincia di Salerno, che ha costruito reti solide nel salernitano, nell’agro nocerino-sarnese e perfino nel Cilento, oggi è una figura chiave nell’organigramma nazionale ma con una visione territoriale ben precisa.

Negli ambienti di Fratelli d’Italia si vocifera che proprio lui potrebbe essere chiamato a gestire, coordinare o influenzare le prossime mosse in Campania, specialmente in vista delle elezioni regionali del 2025-2026. Il suo profilo piace a Giorgia Meloni: militare di carriera, legalitario, stratega, e con un bel bagaglio di “fedelissimi” sparsi tra Salerno e Napoli. E non è un mistero che in passato abbia avuto voce in capitolo persino su nomine tecniche, come quella della stessa Campitiello al Ministero della Salute, scelta che fece infuriare Vincenzo De Luca, con tanto di duello a colpi di denunce e conferenze stampa.

Ora, con l’anello al dito, la domanda è: dove punterà Cirielli? Continuerà a fare il regista da Roma, dal suo ufficio alla Farnesina, o lo rivedremo calcare i palchi elettorali nei quartieri di Napoli e tra i vicoli di Salerno, pronto a riscuotere i consensi di sempre? I suoi collaboratori dicono che lo vedono “rigenerato” e con “una marcia in più”. Forse anche merito della serenità familiare ritrovata. O forse è solo che, con o senza bomboniera, a Edmondo Cirielli piace comandare. E Campania avvisata, mezzo governo salvato.
Se la luna di miele sarà breve, il ritorno sulla scena sarà ancora più pungente. E probabilmente, Cirielli – tra una missione diplomatica e una trasferta elettorale – avrà già messo in valigia le scarpe buone. Quelle da campagna, quella elettorale.

