
Due incendi hanno colpito recentemente l’agro Caleno e il territorio di Teano, Vairano Patenora, Riardo e Caianello risvegliando paure mai sopite. A cadere sotto la morsa critiche di cittadini e ambientalisti sono aree già fragili, già segnate da anni di promesse mancate, silenzi istituzionali e inquinamento: l’ex discarica de La Selva e il sito provvisorio della Cotoniera. Dopo i sopralluoghi, le relazioni tecniche, le conferenze e le solite promesse di bonifica e rimozione dei rifiuti, tutto è tornato al punto di partenza: il nulla. Sono passati più di vent’anni e le due bombe ecologiche continuano a minacciare un territorio già compromesso. L’ultimo incendio a La Selva risale al 2011. Alla Cotoniera, per ora, nessun rogo. Ma i cittadini vivono con il fiato sospeso, consapevoli che un solo episodio potrebbe compromettere ulteriormente l’equilibrio ambientale e sanitario dell’area. I fumi tossici, l’aria irrespirabile e l’inquinamento delle falde sono scenari che non si possono ignorare. Eppure, dalla politica tanto quella dei palazzi quanto quella “dei musici”, più attenti all’apparenza che alla sostanza arriva solo silenzio. La Selva, nata in un luogo palesemente inadatto, è diventata simbolo di un business sulla pelle dei cittadini. La Cotoniera, invece, fu scelta all’inizio degli anni 2000 come soluzione temporanea all’emergenza rifiuti. Oggi entrambe sono diventate monumenti al fallimento delle istituzioni. Gli studi di fattibilità, gli accordi tra governo centrale, Regione, Provincia e Comuni, i ristori ambientali e le promesse di intervento si sono trasformati in parole al vento. I cittadini non parlano più con la voce, ma con il cuore, stremati da anni di disillusione e preoccupati per ciò che potrebbe ancora accadere. L’agro Caleno e Teano meritano attenzione vera, azioni concrete e risposte. Non serve un altro incendio per capire che il diavolo è sempre dietro l’angolo.



