
di Oliviero Casale, componente del Gruppo Valle del Garigliano.
Non è un’esagerazione parlare della Conferenza di Servizi convocata dalla Provincia di Caserta il 22 agosto 2025 come di una battaglia decisiva. L’appuntamento istruttorio è fissato per il 14 ottobre 2025 alle ore 10.00, nella sala consiliare del Palazzo della Provincia di Caserta, con possibilità di partecipazione anche da remoto. Qui non si ridisegna soltanto il destino della cosiddetta Terra dei Fuochi, ma si lancia un messaggio a tutto il Paese: basta emergenze dimenticate, basta inquinamenti tollerati.
La cornice è segnata dalla sentenza Cannavacciuolo e altri c. Italia della Corte europea dei diritti dell’uomo, pronunciata il 30 gennaio 2025, che ha condannato l’Italia per aver violato il diritto alla vita, lasciando milioni di cittadini esposti per decenni a roghi tossici, discariche abusive e terreni avvelenati. Strasburgo è stata chiara: due anni di tempo per bonificare, prevenire, monitorare e garantire trasparenza.

Il 9 agosto è entrato in vigore il decreto-legge n.116, frutto della necessità di dare seguito alla sentenza e di fronteggiare un disastro che non poteva più essere ignorato. Il provvedimento introduce la confisca dei terreni usati come discariche abusive, l’estensione della videosorveglianza, poteri straordinari al Commissario e un fondo da 15 milioni di euro per le prime bonifiche. Una cifra significativa, ma insufficiente se non sarà accompagnata da investimenti strutturali e da una strategia di lungo periodo.
Ecco allora la Conferenza di Caserta: un tavolo che vuole mettere insieme Prefetti e Procure, Regione, Arpa, Asl, sindaci, Carabinieri, Questura, vescovi e associazioni. Tutti convocati perché la Provincia da sola non può farcela. Troppi i roghi, troppi i siti contaminati, e un sistema di indirizzo e controllo che negli anni si è dimostrato debole.
Gli organizzatori hanno fissato obiettivi chiari, in linea con la sentenza CEDU:
- mappare le aree inquinate e valutare l’estensione della contaminazione;
- rafforzare la prevenzione e il contrasto dei reati ambientali (scarico, interramento, incenerimento illegale di rifiuti);
- garantire ai cittadini informazioni tempestive sui rischi per salute e vita;
- costruire un meccanismo di monitoraggio indipendente e una piattaforma pubblica di trasparenza;
- creare un approccio strategico e coordinato tra tutti i livelli istituzionali;
- adottare atti concreti, comprese delibere provinciali, fino a una possibile dichiarazione di emergenza ambientale.
Nello spirito degli organizzatori, questa Conferenza non è un rito burocratico, ma un luogo operativo di confronto e decisione, dove istituzioni e comunità si assumono impegni concreti, fissano obiettivi, stabiliscono tempi certi e misurano i risultati.
Perché rigenerare la Terra dei Fuochi non è solo un dovere verso chi ci vive ogni giorno, ma anche verso la gran parte di quel territorio che non è direttamente coinvolto e che merita di non essere confuso o penalizzato. È, soprattutto, un atto di giustizia per l’intero Paese e per le generazioni future.


