
Dopo l’incendio del 16 agosto a Teano (CE), l’ARPAC ha diffuso i risultati dei monitoraggi ambientali condotti tra il 25 e il 30 agosto per valutare la presenza in atmosfera di diossine, furani e PCB diossina-simili.
Il primo dato rilevato (Punto P2, a 10 metri dal sito dell’incendio) il 25 agosto è allarmante: 286 pg/Nm³, pari a quasi 2000 volte il valore di riferimento indicato dalle Linee Guida LAI (0,15 pg/Nm³). Un segnale evidente della forte contaminazione generata dalla combustione dei materiali coinvolti.

Nei giorni successivi, però, si assiste a un calo netto e costante delle concentrazioni:
- 26 agosto: 149 pg/Nm³
- 27 agosto: 98 pg/Nm³
- 28 agosto: 118 pg/Nm³
- 29 agosto: 15 pg/Nm³
- 30 agosto: 1,3 pg/Nm³
Anche nel Punto P3, distante 600 metri dal rogo, si è rilevato un superamento il 28 agosto (2,6 pg/Nm³), rientrato già il giorno dopo (0,14 pg/Nm³).
Il trend evidenzia una drastica riduzione in meno di una settimana, a testimonianza di una dispersione rapida delle sostanze tossiche in atmosfera. Tuttavia, l’entità del picco iniziale impone cautela: sarà fondamentale monitorare anche i terreni e le matrici alimentari per escludere contaminazioni residue.
L’incendio di Teano è l’ennesima emergenza che richiama l’attenzione sull’urgenza di controlli preventivi, piani di bonifica e sistemi di risposta rapida a tutela della salute pubblica.


